In un angolo incantevole del Trentino, Casa Campia a Revò si prepara ad accogliere una mostra che celebra il profondo legame tra arte e agricoltura. Dal 27 giugno, gli spazi storici di questa dimora ospiteranno Nella terra di Demetra un’esposizione che esplora come gli artisti trentini hanno rappresentato i frutti della terra e la vita contadina.
La mostra, curata da Warin Dusatti e Marcello Nebl con la collaborazione di Giuseppe Tasin, è promossa dal comune di Novella, dalla Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol e da Coldiretti Trentino Alto Adige. Con il contributo di enti locali e istituzioni culturali, l’iniziativa si propone di indagare il rapporto tra paesaggio, lavoro agricolo e natura morta, intesi come dispositivi iconografici e simbolici che riflettono la relazione tra l’uomo e il territorio.
Un viaggio attraverso le sezioni tematiche
Il percorso espositivo è articolato in tre sezioni principali: Paesaggio agresteLavoro e vita contadina e Allegoria e natura morta. Queste sezioni non sono rigide, ma permeabili e interrelate, offrendo una visione plurale della campagna come spazio di relazioni socio-culturali, produzione e esperienza vissuta.
Opere che raccontano una storia
Le opere esposte, provenienti in parte dalla collezione d’arte della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, spaziano dalla fine dell’Ottocento al Novecento e alla contemporaneità. Tra gli artisti in mostra figurano nomi come Eugenio Prati, Bartolomeo Bezzi, Umberto Moggioli, Luigi Bonazza, Tullio Garbari, Gino Pancheri, Fortunato Depero e Jole D’Agostin, accostati a creativi contemporanei come Federico Lanaro, Annamaria Targher, Romina Zanon, Stefania Simeoni, Aldo Valentinelli, Livio Conta e Giorgio Conta, Luca Chistè, Ivan Zanoni e Luciano Zanoni.
Queste opere configurano una narrazione visiva che attraversa diverse stagioni linguistiche e culturali, permettendo di cogliere permanenze, slittamenti e risemantizzazioni del tema della terra. La terra emerge come matrice identitaria e campo di tensione tra tradizione e trasformazione, un agente silenzioso ma strutturante che orienta tanto le pratiche artistiche quanto le forme della rappresentazione.
Il rapporto tra arte e territorio
L’Assessore alla cultura del Comune di Novella, Alessandro Rigatti, ha espresso il suo orgoglio per la riapertura di Casa Campia, sottolineando come la mostra desideri porre in risalto il legame profondo tra la terra e l’ispirazione che essa ha saputo suscitare in numerosi artisti trentini. Roberto Visintainer, Presidente dell’Associazione culturale G.B. Lampi, ha aggiunto che la mostra è preziosa sia per la qualità delle opere e delle firme riunite dai curatori, sia per gli urgenti interrogativi che essa stimola sul problematico rapporto tra l’uomo e la natura.
La mostra non si limita a registrare variazioni stilistiche, ma consente di cogliere come il tema della terra sia stato reinterpretato nel corso del tempo. La comparazione tra presente e passato tenta una riflessione sull’arte odierna, partendo dall’assunto che il Novecento artistico si è autodefinito nel momento stesso della sua esistenza, con grande precisione. Il XXI secolo, invece, è ciò che rimane di un lunghissimo percorso millenario, dove l’artista è una foglia in cima a un albero alto millenni.
Oggi, gli artisti si determinano e autodefiniscono al di là del tempo presente, elaborando e ricercando delle personali modalità espressive che dialogano con la singolarità e non con una comune pluralità. Questo approccio è evidente nelle opere degli artisti contemporanei in mostra, che si confrontano con i temi appartenuti ai loro predecessori, creando un dialogo intergenerazionale che arricchisce la narrazione visiva.
