Il cibo da strada è da sempre una delle espressioni più sincere della cultura gastronomica italiana. Fra le tante specialità che nascono tra le vie delle città, la pizza fritta occupa un posto di rilievo, capace di coniugare semplicità e spettacolo. Oggi, un piccolo locale di Giffoni Sei Casali sta riscrivendo le regole di questo classico, portando al tavolo un prodotto che ha accumulato più premi di quanti siano gli ingredienti che lo compongono.
Die’ Gustibus: la pizza fritta che ha conquistato Giffoni
Il locale Die’ Gustibus guidato dal pizzaiolo Diego Ciraudo e dalla presentatrice Domenica Pagnozzi, ha lasciato la sua sede originale a Baronissi per aprire una nuova pizzeria a Giffoni Sei Casali. Il trasferimento ha quintuplicato i coperti, passando da una piccola sala di 20 posti a una capacità di oltre 100 clienti. Il vero motore del successo è la pizza fritta Circolare un impasto a forma di disco che incorpora gli scarti di salumi e formaggi per creare un effetto “casatiello” inconfondibile. La sua notorietà è stata consolidata con tre riconoscimenti di rilievo: Tre Galletti e Pizza d’Autore per la Guida del Mattino, il premio Migliore Pizza Fritta Contemporanea agli Scatti di Gusto, e la medaglia d’oro a Pizza Maxima 2026. Inoltre, la pizzeria ha ricevuto l’onorifico Pizza Doc Awards grazie alla stessa Fritta Circolare.
Premi ricevuti
Tra i riconoscimenti più importanti si segnano:
- Tre Galletti e Pizza d’Autore (Guida Il Mattino, Campania)
- Migliore Pizza Fritta Contemporanea (Scatti di Gusto, Tutto Pizza)
- Migliore Pizza Fritta (Pizza Maxima 2026)
- Pizza Doc Awards (premio a Diego Ciraudo e al locale)
Menu e prezzi
Oltre alla celebre Fritta Circolare – €11 – la carta di Die’ Gustibus propone diverse proposte di firma: la Battipagliese (€12), la Margherita Cilentana con cacioricotta cilentano (€12), la Capricciosa Estrema (€15) con doppia cottura, l’El-Tonn John (tonno rosso e cipolla caramellata, €12), e la Marinara arricchita da acciughe del Cantabrico (€13). Per chi cerca un’esperienza più leggera, c’è la Pizza fritta classica con cicoli e pomodoro (€10). Tra gli antipasti spiccano la mozzarella di bufala in carrozza (€5) e la provola al pepe (€7,50). L’innovazione più recente è la Pizza aglio, olio e peperoncino dei Picentini (320 g, €15), realizzata con un impasto all’aglio e nocciola tipico di Giffoni.
Street food italiano: radici e riconoscimenti internazionali
La FAO definisce il street food come “alimentazione pronta per il consumo, prodotta e venduta per strada”. In Italia, questa definizione trova espressione in piatti come i supplì romani, gli arancini siciliani, le pizze fritte napoletane e le piadine romagnole. Una delle scene più iconiche della tradizione è il segmento del film L’oro di Napoli (Vittorio De Sica, 1954) in cui Sophia Loren vende pizza fritta ai passanti, pronunciando il celebre motto napoletano “Frijenno e magnanno”. Negli ultimi dieci anni, il settore dello street food è quasi raddoppiato in Italia, grazie a una combinazione di velocità di servizio, valorizzazione dei prodotti tipici e possibilità di gustare piatti di alta qualità senza formalità.
Frittura leggera: l’esempio di Giorgia Caporuscio a New York
Tra le innovazioni più recenti, la chef italo-americana Giorgia Caporuscio ha rivoluzionato il concetto di pizza fritta nel suo ristorante Don Antonio nel distretto teatrale di New York. La sua pizza “Montanara” è prima fritta in olio di girasole ad alto contenuto di acido oleico, arricchito con estratto di rosmarino e vitamina E, poi finita in forno. Il risultato è una crosta dorata, perfettamente asciutta, che sfida lo stereotipo della frittura “untuosa”. Caporuscio importa dal 90 % dei suoi ingredienti direttamente dall’Italia, mantenendo al contempo una filiera stagionale per verdure locali. Le sue creazioni, come la pizza “Fall in Love” con crema di zucca butternut e mozzarella di bufala affumicata, hanno guadagnato riconoscimenti nella Guida Michelin e nella classifica 50 Top Pizza USA 2026. Questo approccio dimostra che la pizza fritta può essere elegante, salutare e di alto livello, offrendo spunti interessanti anche per i pizzaioli italiani.
Da Giffoni Sei Casali, dove Die’ Gustibus accumula premi e sperimenta varianti creative, fino a New York, dove Giorgia Caporuscio reinventa la frittura con tecniche moderne, il percorso è segnato da passione, rispetto per le origini e voglia di sperimentare. Chiunque voglia scoprire il gusto autentico di questo piatto non può lasciarsi sfuggire l’occasione di assaggiarlo nella sua forma più premiata e contemporanea.




