Battuta di Infantino sui mondiali e errore Rai: polemiche tra istituzioni e tifosi

La frase del presidente della FIFA sull'assenza dell'Italia ai Mondiali e la decisione della Rai di interrompere l'esibizione di Shakira hanno innescato reazioni politiche e professionali: cronaca dei fatti, dichiarazioni istituzionali e lo stato del dibattito sul formato del torneo.

Durante la serata inaugurale della Coppa del Mondo a Città del Messico si sono sovrapposti due temi che hanno catturato l’attenzione del pubblico e della politica: una battuta del presidente della FIFA sul mancato accesso dell’Italia alla fase finale e un’interruzione improvvisa della trasmissione televisiva italiana che ha tagliato l’ultimo minuto dell’esibizione di Shakira.

Le due vicende, pur diverse per natura, hanno prodotto reazioni immediate e miste: c’è chi ha chiesto toni più istituzionali dalla guida del calcio mondiale, e chi ha puntato il dito contro la gestione dei palinsesti e dei tempi tecnici in casa Rai. Sia il commento del numero uno della federazione che la gaffe della tv sono diventati oggetto di dibattito nazionale nei giorni successivi alla partita inaugurale del 12 giugno 2026.

La battuta di Gianni Infantino e le risposte politiche

Nel corso di un’intervista a margine dell’evento, Gianni Infantino ha ironizzato sul possibile allargamento del torneo, dicendo che con 64 squadre forse l’Italia si sarebbe qualificata e che servirebbero addirittura 128 per esserne certi. La frase, pronunciata con un sorriso, è stata percepita come un affondo verso la Nazionale azzurra, uscita ancora una volta dalla fase finale del mondiale.

La reazione politica è stata netta. Il deputato Gaetano Amato ha definito l’uscita del presidente della FIFA inopportuna, ricordando che Infantino riveste un ruolo istituzionale e che la federazione italiana lo ha sostenuto: per questo motivo, secondo Amato, ci si attende equilibrio e rispetto. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodiha adottato un tono più prudente, annunciando la volontà di un contatto diretto per chiarire il significato della battuta e sottolineando che il dialogo tra istituzioni è opportuno quando emergono frasi destinate a creare tensioni.

Il contesto del dibattito sul formato del torneo

Il commento di Infantino si inserisce in un confronto più ampio sul formato della manifestazione. L’edizione in corso è la prima con 48 squadreuna scelta pensata per aumentare la rappresentatività globale. In passato è stata ventilata l’ipotesi di arrivare a 64 squadreproposta studiata anche da alcune confederazioni per il centenario del 2030, ma poi accantonata per ragioni organizzative e perplessità sul possibile abbassamento del livello competitivo.

La sospensione della diretta Rai e la polemica sul timing

Nel frattempo la trasmissione italiana della cerimonia d’apertura ha registrato un episodio molto criticato: a meno di un minuto dalla conclusione dell’esibizione di Shakira con l’inno ufficiale, la diretta è stata interrotta e al suo posto è andato in onda il telegiornale. La scena è stata percepita da molti telespettatori come una forzatura incomprensibile e ha innescato una pioggia di commenti sui social e tra gli ambienti giornalistici.

La direzione di viale Mazzini ha parlato di un errore di timing nella gestione della trasmissione, ovvero una valutazione sbagliata sui tempi concordati con l’organizzazione dell’evento. Il comunicato ufficiale ha espresso rammarico per l’accaduto e ha sottolineato che la maggior parte della cerimonia è stata comunque trasmessa: quasi tre milioni di spettatori hanno seguito la cerimonia e quasi cinque milioni la partita d’esordio, con un pubblico giovanile particolarmente coinvolto.

Effetti sul dibattito pubblico e sulla percezione dell’evento

L’accaduto ha alimentato due filoni di discussione paralleli: da una parte il confronto sul ruolo del presidente della FIFA e sulla necessità che chi rappresenta il calcio mondiale mantenga toni istituzionali; dall’altra la valutazione della capacità delle emittenti pubbliche di gestire eventi globali, dove coordinazione e precisione nei palinsesti sono cruciali. Per molti l’insieme dei due episodi ha offuscato, seppure temporaneamente, l’attenzione sulle partite e sulle storie sportive che il torneo vuole raccontare.

Infine, in chiusura di un breve chiarimento successivo, Infantino ha ricordato l’incontro con alcuni ex protagonisti storici del calcio presente allo Stadio Azteca e ha espresso fiducia nel ritorno degli azzurri alle qualificazioni future, citando la volontà di godersi questa edizione a 48 squadre che sta offrendo molte emozioni.

Scritto da Edoardo Castellucci

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