Nella serata del 30 giugno, Federico Pace, noto fumettista, tatuatore e attivista trans, è stato vittima di un’aggressione omofoba nel quartiere Pigneto a Roma. L’episodio, reso pubblico attraverso i social media, ha scatenato una forte reazione nella comunità LGBTQIA+ e oltre.
Pace ha condiviso la sua esperienza su Instagram, descrivendo un attacco violento e umiliante. Secondo il suo racconto, tre individui lo hanno circondato, insultandolo con epiteti omofobi, per poi colpirlo fisicamente, causando la frattura del naso. L’artista è stato lasciato agonizzante in una pozzanghera, dove è stato soccorso da due ragazze di passaggio.
L’aggressione e le conseguenze
Le immagini pubblicate da Pace mostrano gli abiti sporchi di fango e sangue, testimonianze tangibili della violenza subita. “Questi sono i vestiti che indossavo ieri. Quel fango perché gli aggressori mi hanno lasciato a marcire in una pozzanghera. E il sangue sulla maglia. Non ho parole”, ha scritto l’artista, mostrando anche le conseguenze dell’aggressione sul suo viso.
Nonostante il trauma, Pace ha voluto chiarire che l’aggressione non fermerà la sua presenza pubblica. “Se queste persone pensano di avermi rovinato il festival, si sbagliano di grosso”, ha dichiarato, annunciando la sua partecipazione all’evento “Matite fuori dai cardini” previsto per il 2 luglio in via Pesaro a Roma.
La risposta della comunità e il contesto politico
Il partito politico Possibile è intervenuto sulla vicenda, collegando l’episodio a un clima politico e culturale sempre più ostile verso la comunità LGBTQIA+. “L’odio seminato da una certa componente politica ha messo radici nella nostra società”, ha dichiarato il partito, sottolineando la necessità di combattere queste violenze.
Possibile ha anche ricordato altri episodi di violenza omofoba recenti, come l’aggressione a Reggio Emilia e il duplice omicidio a Camaiore, evidenziando come questi eventi stiano lentamente scomparendo dall’attenzione pubblica senza un’adeguata riflessione collettiva.
Chi è Federico Pace
Federico Pace è un fumettista, tatuatore e attivista trans, noto per il suo impegno nella rappresentazione e difesa dei diritti delle persone transgender. Nella sua graphic novel “Fioritura lenta”, edita da ComicOut, racconta le vite dei ragazzi trans e il loro bisogno di riconoscimento e supporto.
In un’intervista del maggio 2026, Pace aveva parlato del suo percorso personale e di transizione, sottolineando le difficoltà burocratiche e sociali affrontate. “Non avere i documenti rettificati era come camminare col freno a mano alzato: non puoi fare niente”, aveva dichiarato, evidenziando l’impatto di queste difficoltà sulla vita quotidiana.
Pace ha anche parlato del ruolo della sua famiglia nel suo percorso di affermazione di genere, ricordando come i suoi genitori, inizialmente spaesati, lo abbiano sempre sostenuto. “I miei genitori non erano tanto spaventati dall’idea, quanto spaesati. Non avevano un termine di paragone, un confronto. Facevano dei casini, poi però io volevo un binder e loro me ne compravano tre. Non mi hanno mai ostacolato”, ha raccontato.
L’aggressione a Federico Pace ha riacceso i riflettori sulle violenze contro la comunità LGBTQIA+ e sull’importanza dell’attivismo e della rappresentazione. La sua storia è un esempio di resilienza e impegno, che continua a ispirare e mobilitare la comunità.
