Le urne di Chieti sono rimaste aperte per il ballottaggio che deciderà il prossimo sindaco per i cinque anni successivi: candidature in campo, turni di voto e cifre sull’affluenza sono al centro dell’attenzione cittadina. Il voto si è svolto in due giornate, con orari stabiliti che hanno scandito la finestra operativa per gli elettori e la successiva fase dello spoglio.
Al centro della competizione restano i due sfidanti: Giovanni Legninisostenuto da una coalizione di centrosinistra e da liste civiche e ambientaliste, e Cristiano Sicaricandidato del centrodestra che ha ricevuto il sostegno della Lega di Mario Colantonio e di più liste civiche. I risultati del primo turno e le alleanze estive hanno definito un quadro elettorale in cui ogni voto e ogni flusso di astenuti possono mutare l’esito finale.
Orari, modalità di voto e primi dati di partecipazione
Le operazioni di voto si sono svolte domenica 7 giugno 2026 dalle 7 alle 23 e sono proseguite lunedì 8 giugno 2026 dalle 7 alle 15. Al termine della chiusura dei seggi è iniziato lo spoglio delle schede nelle 57 sezioni comunali. Per esprimere la preferenza era necessario presentarsi muniti di tessera elettorale e documento d’identità valido; sulla scheda comparivano solo i nomi dei due candidati e i simboli delle rispettive liste: per votare bastava una croce sul nome del sindaco prescelto.
Le rilevazioni sull’affluenza hanno scandito la giornata: alle 12 la percentuale era di circa il 14,6%leggermente inferiore rispetto al primo turno; alle 19 il dato era salito intorno al 30,3%mentre al termine della prima giornata di voto, alle 23la partecipazione si era fermata intorno al 42,18%. I dati sono stati confrontati con il primo turno del 25 maggio 2026, quando la partecipazione totale nel capoluogo aveva raggiunto il 62,33% – 62,4%con un calo rispetto alle precedenti elezioni comunali.
Risultati del primo turno e alleanze decisive
Al primo turno, il 25 maggio 2026, Giovanni Legnini aveva ottenuto il 47,2% delle preferenze (12.426 voti circa), mentre Cristiano Sicari si era fermato al 27,4-27,5% (circa 7.231 voti). La distanza numerica ha reso necessario il passaggio al secondo turno, dove gli apparentamenti e i trasferimenti di voti dalle liste eliminate possono risultare decisivi.
Sicari ha formalizzato l’accordo con le forze che al primo turno avevano raccolto voti significativi: la coalizione intorno a Mario Colantonio (Lega, Azione politica e Udc) aveva totalizzato il 16,64% (circa 4.384 voti), mentre le liste collegate ad Alessandro Carbone avevano portato un ulteriore 4,76% (circa 1.240 voti). In totale, gli apparentamenti a favore di Sicari sommano oltre 5.500 voti, una base importante per provare a ribaltare il risultato del primo turno.
Sostegni e bacini di voto ancora in gioco
Legnini, pur non avendo siglato apparentamenti ufficiali di ampia portata, ha ricevuto il sostegno dichiarato di alcuni candidati civici che avevano raccolto preferenze al primo turno: tra questi Giancarlo Cascini, con il 3,14% ottenuto, e Olinto Amoroso con lo 0,81%. Questi numeri, se aggregati con la base elettorale di Legnini, restano potenzialmente sufficienti per mantenere il vantaggio iniziale, ma l’incertezza sulla mobilitazione degli elettori e sugli astenuti rende la partita aperta fino allo spoglio finale.
Scenari per il consiglio comunale in caso di vittoria di ciascuno
Le proiezioni sulla composizione del nuovo consiglio comunale dipendono direttamente dall’esito del ballottaggio e dall’eventuale distribuzione dei seggi alle liste collegate ai due candidati. In caso di vittoria di Legnini, le liste che lo sostengono otterrebbero più seggi, con una forte rappresentanza per il Partito Democratico e per la lista civica “Sindaco Legnini”; nella prospettiva opposta, una vittoria di Sicari consegnerebbe alla coalizione di centrodestra una maggioranza con rappresentanti di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega insieme alle civiche alleate.
Indipendentemente dall’esito, alcuni movimenti civici e liste minori rischiano di restare esclusi dall’assemblea municipale a seconda della soglia di accesso ai seggi. Il bilancio dei voti raccolti e la capacità di trasferire i consensi al secondo turno sono stati quindi i fattori chiave della competizione.
La chiusura dello spoglio ha definito il vincitore e la nuova geografia politica del Comune: fino all’ultimo momento la sfida tra Legnini e Sicari è rimasta competizione aperta, con l’affluenza e gli apparentamenti come variabili decisive per il risultato finale.
