L’estate 2026 ha visto un vero e proprio boom delle consegne a domicilio, soprattutto lungo la Riviera romagnola. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, il caldo non ha frenato questa tendenza, anzi, ha contribuito a far crescere esponenzialmente le richieste di food delivery.
Tra i cibi più ordinati, gli hamburger hanno conquistato il primo posto, superando gelati, pizze, poke e perfino le tradizionali piadine. Questo dato è confermato dai numeri di Birgo Burger una catena di ristoranti di Rimini che ha visto un aumento significativo delle consegne durante la stagione estiva.
Il fenomeno del beach delivery
Uno dei trend più interessanti di quest’estate è stato il beach delivery ovvero la consegna di cibo direttamente sotto l’ombrellone. Secondo i dati di Birgo Burger, questa pratica è cresciuta del 20% negli ultimi mesi. “Non si tratta più solo di una tendenza da esibire su Instagram, ma di un’abitudine, di un fenomeno sociale”, spiega Federico Bordoni, imprenditore di Birgo Burger.
Birgo Burger è tra i pionieri di questa pratica, avendo iniziato a consegnare in spiaggia già nel 2014. “Oggi tutti parlano di beach delivery, ma noi lo facevamo già da anni”, aggiunge Bordoni. Il servizio parte dalla spiaggia di Gatteo Mare e copre tutta la costa fino alle porte di Riccione. “Una volta abbiamo ricevuto una richiesta perfino da Vallugola, ma purtroppo abbiamo dovuto rifiutare”, racconta Bordoni con un sorriso.
Le preferenze dei clienti
Tra gli hamburger più ordinati, lo Smash Burger è il preferito dai clienti di Birgo Burger. Tuttavia, anche la versione plant-based sta riscuotendo un buon successo. “L’hamburger è un prodotto versatile, molto adatto al delivery”, spiega Bordoni. “Per questo i dati dicono che nel mercato ce la giochiamo con pizza e piadina.”
Il delivery non è l’unica novità di quest’estate. Anche il mondo dei rider sta vivendo cambiamenti significativi. Recenti notizie riportano che Deliveroo avrebbe stretto un accordo con la magistratura per portare la paga oraria a 14 euro. Tuttavia, secondo la Cgil, questo accordo non tiene conto dei tempi di connessione e attesa, né delle questioni legate alla salute e sicurezza dei lavoratori.
Le criticità del settore
Un esempio emblematico è il caso di un rider di Verbania che, già lo scorso maggio, aveva richiesto la sostituzione del proprio equipaggiamento usurato. Nonostante i solleciti sindacali, a metà settembre non ha ancora ricevuto nulla. “Un simile atteggiamento non solo umilia la dignità del lavoratore, ma mette a rischio la salute dei consumatori stessi”, denuncia la Cgil.
I rider chiedono dignità nei compensi, nei dispositivi di protezione individuale e sono stufi di promesse non mantenute. “Ora basta!” è il grido di protesta che risuona in tutto il settore. La Cgil chiede a Deliveroo di smettere di nascondersi nelle zone grigie e di assumersi finalmente le proprie responsabilità.
Il mondo nascosto dei rider delle pizzerie
Ogni sera, centinaia di rider consegnano pizze e panini a Roma senza lavorare per le piattaforme più conosciute come Glovo, Just Eat o Deliveroo. Questo è il mondo poco conosciuto delle consegne, tra lavoro irregolare e contratti che faticano ad adattarsi al settore.
Ore 19.30, sabato sera. Davanti alle pizzerie romane i marciapiedi iniziano a riempirsi. I cartoni fumanti escono uno dopo l’altro dal bancone, i telefoni continuano a squillare e gli scooter vanno e vengono senza sosta. Alcuni rider indossano gli zaini gialli di Glovo, altri quelli arancioni di Just Eat. Ma molti altri lavorano in modo indipendente, senza app e senza algoritmi.
Questo fenomeno riflette una realtà complessa e variegata, dove il lavoro di consegna è spesso precario e poco regolamentato. Nonostante le difficoltà, i rider continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel settore della ristorazione, adattandosi alle esigenze dei clienti e alle sfide del mercato.




