Nel 1993 una piccola gastronomia a Corso Lodi 27, Milano, apriva le porte a chi cercava cibo da asporto. Gestita dalla famiglia di Jin Yue Hu, quella bottega ha attraversato tre decenni per diventare IZU un ristorante che unisce la precisione della cucina giapponese a influenze provenienti da tutto il mondo.
L’evoluzione di IZU: da bottega a stella Michelin
Nel febbraio 2025 il locale è stato inserito nella Guida Michelin, a testimonianza della crescita costante. Jin Yue Hu, nato in Cina e formato in diverse capitali gastronomiche, ha ridisegnato il concetto originale, mantenendo la memoria familiare ma aggiungendo ricerca e sperimentazione. La carta oggi si basa su ingredienti di primissima scelta, combinati con tecniche di fermentazione, cottura a bassa temperatura e accostamenti inediti, senza mai perdere l’equilibrio tipico del sushi.
Il percorso “Omakase secondo Jin”
L’omakase – che letteralmente significa “lasciare al cuoco” – si traduce in un viaggio degustativo: dal crudo minimalista al famoso “Trilogia di ceviche blanc”, passando per nigiri sorprendentemente abbinati, uramaki con astice gratinato e il piatto simbolo “Una Notte da Leoni”, dove tonno akami e o-toro incontrano una salsa di soia invecchiata in botti di rovere. Ogni portata è pensata per evidenziare la purezza della materia prima e la creatività del chef.
Il nuovo spazio di IZU: design e funzione
Il rinnovamento degli interni ha abbandonato l’estetica di tema orientale per un look più materico tavoli in legno americano, marmo di Carrara e 1.250 luci sospese creano un ambiente luminoso e accogliente. Il servizio, informale ma attento, si completa con una cantina che spazia da vini italiani e internazionali a sakè, whisky giapponesi e gin artigianali, tutti selezionati dal sommelier per valorizzare le note umami dei piatti.
Piolissima: le piole torinesi in festa durante Buonissima
Nel periodo dal 21 al 25 ottobre 2026, il festival Buonissima porta a Torino più di 150 chef internazionali. Nella sua variante Piolissima una ventina di piole, dalle più tradizionali alle più contemporanee, offrono menu completi entro 30 €, accompagnati da giochi di carte, karaoke e persino tornei di bocce. Una regola d’onore impone che ogni piola serva acciughe al verde a volontà, simbolo della cucina piemontese.
Cinque piole da provare tutto l’anno
Tra le osterie consigliate spiccano il Caffè dell’orologio, famoso per il vitello tonnato rivisitato, l’osteria Barbagusto con le sue acciughe al verde, la Storica Trattoria del Borgo, la Casa del Gnocchi e il nuovo Spazio Verde, dove la tradizione si fonde con birre artigianali locali. Ognuna garantisce un’atmosfera pop e la possibilità di chiacchierare con l’oste, giocare a carte o cantare.
Ristoranti esotici di Milano: una panoramica
Milano è la capitale italiana della cucina straniera su 2 000 ristoranti, il 20 % propone proposte etniche. Tra le mete più apprezzate troviamo Dragon Kitchen, con jiaozi all’anatra e porcini; Hatsune Zushi at Ronin, dove lo chef Katsu Nakaji offre un omakase da 160 €; Rivington, che porta il gusto newyorkese con Oysters Rockefeller e Surf & Turf; e Tuya, un locale multiforme che coniuga cucina giapponese e atmosfera lounge. Questi spazi dimostrano come Milano, come Torino, sappia coniugare tradizione e innovazione.
Conclusioni: tradizione e sperimentazione a braccetto
Che sia IZU a Milano, le piole torinesi durante Buonissima o i ristoranti più esotici della città, il filo conduttore è la capacità di reinventare la cucina senza tradire le proprie radici. La cultura gastronomica contemporanea accoglie la contaminazione, rendendo ogni pasto una scoperta e ogni locale un punto d’incontro tra culture diverse.




