I 10 piatti giapponesi tradizionali da non perdere assolutamente

Un'esplorazione approfondita della cucina giapponese, focalizzata sul delizioso mondo del ramen e sui suoi innumerevoli segreti culinari.

La cucina giapponese è un mondo ricco di sapori e tradizioni, in cui ogni piatto racconta una storia unica. Tra le varie specialità, il ramen si distingue come uno dei simboli più rappresentativi di questa tradizione culinaria. Questo piatto ha conquistato il palato di molti appassionati in tutto il mondo per la sua complessità e varietà.

Il ramen, con origini cinesi, è stato perfezionato in Giappone e oggi è un fenomeno globale. Si compone di noodle di frumento serviti in un brodo aromatico, spesso arricchito con ingredienti come carne, uova marinate e verdure. In Giappone, non esiste una stagione specifica per gustare il ramen: è un piatto amato e consumato tutto l’anno.

Tipologie di ramen

Il ramen può essere suddiviso in diverse varianti, ognuna con caratteristiche distintive. Le quattro principali tipologie includono:

  • Tonkotsu: un brodo ricco e cremoso a base di ossa di maiale.
  • Shoyu: arricchito con salsa di soia, offre un sapore più profondo e complesso.
  • Miso ramen: caratterizzato da un brodo a base di pasta di miso, per un sapore unico e avvolgente.
  • Shio: la versione più leggera, a base di sale, che esalta i sapori freschi degli ingredienti.

Il dashi: la base della cucina giapponese

Tutti questi tipi di ramen si basano sul dashi, un brodo fondamentale che costituisce la base di molti piatti giapponesi. Il dashi è spesso preparato con alghe kombu e katsuobushi, un tipo di pesce essiccato, che conferisce profondità e umami al piatto. Questa fusione di sapori è ciò che rende il ramen così speciale e apprezzato.

Un po’ di storia del ramen

Nonostante oggi sia considerato un simbolo della cucina giapponese, il ramen ha origini cinesi. Gli immigrati cinesi portarono il lamian, ovvero le tagliatelle fatte a mano, in Giappone tra il XVIII e il XIX secolo. Inizialmente, il piatto era conosciuto come shina soba, un termine che significa ‘soba cinese’. Solo nel XX secolo, grazie all’espansione delle bancarelle di strada, il ramen ha iniziato a differenziarsi e a guadagnare popolarità tra la popolazione giapponese.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la sua fama è aumentata ulteriormente, anche grazie all’introduzione di farine di grano dagli Stati Uniti e alla creazione del primo ramen istantaneo nel 1958. Questa innovazione ha reso il ramen accessibile a tutti, contribuendo alla sua diffusione globale.

Ramen a Milano: dove gustarlo

Negli ultimi anni, Milano ha visto un vero e proprio boom di ramen bar, che offrono l’opportunità di assaporare questa delizia giapponese in un ambiente accogliente e informale. A differenza dei tradizionali ristoranti di sushi, questi locali si focalizzano su piatti tipici della cucina casalinga giapponese, come i gyoza e i bao, con il ramen sempre in primo piano.

Uno dei pionieri di questa tendenza è stato Casa Ramen, aperto nel 2013 da Luca Catalfamo, che ha portato l’esperienza del ramen direttamente in Italia. Qui, la proposta gastronomica è variegata e include varianti classiche e creative, come il King Tonkotsu e speciali settimanali come lo Shoyu Ginger Ramen.

Altri locali da non perdere

In città, troviamo anche Zazà Ramen, fondato dallo chef olandese Brendan Becht, che unisce ramen tradizionale e arte contemporanea. Il menu offre una selezione di piatti che spaziano dai classici gyoza a varianti innovative di ramen, come il Carbonaro Ramen, che mescola sapori italiani e giapponesi.

Un altro locale da visitare è Okuzashiki Menya Ninomiya, aperto di recente e dedicato al ramen autentico, con un menu che propone solo pochi, ma curati piatti. Qui, il tonkotsu cremoso e il tantanmen vegano sono i protagonisti, perfetti per chi cerca un’esperienza gastronomica genuina e di alta qualità.

Scritto da AiAdhubMedia

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