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Nata sull’isola di Awaji nella prefettura di Hyogo, Yumi Katsura ha coltivato fin da giovane una profonda passione per il cibo e per le arti visive. Durante gli studi ha imparato a cucinare lavorando part-time in diversi locali, esperienza che ha consolidato il suo legame con la tavola e le ricette di famiglia. Dopo il diploma al liceo d’arte e la laurea in un’università d’arte, ha intrapreso una carriera professionale come grafica e direttrice artistica, progettando cataloghi di moda tra Osaka e Tokyo. Questo doppio interesse per estetica e sapori rimane un filo conduttore della sua vita: la cura visiva e la cura dei piatti convivono come due forme di creatività.
Il primo incontro con l’Italia e l’attrazione per la cultura
Il suo primo viaggio fuori dal Giappone l’ha portata in Italia per visitare un amico che studiava a Milano, un’esperienza che le ha aperto nuovi orizzonti. Qui si è innamorata della cultura del bar italiano e dell’atmosfera dei locali, che le sono sembrati luoghi di condivisione simili ai ritrovi giapponesi ma con una propria identità. Spinta dalla curiosità linguistica e culturale, ha deciso di studiare l’italiano e ha vissuto per un periodo a Salerno, dove ha approfondito la conoscenza della vita quotidiana italiana. Questa fase ha piantato il seme di un legame duraturo con il paese, fatto di scambi, cucine e differenze di consuetudini.
La svolta personale e il trasferimento in Italia
Nel 2007, durante una permanenza a Tokyo, ha incontrato il suo futuro marito, originario di Bergamo, e l’anno seguente, nel 2008, si è trasferita in Bergamo per iniziare una nuova vita. Lontana dalla cucina della sua infanzia, ha cominciato a cercare i sapori di casa adattandoli agli ingredienti reperibili in Italia. Questo processo non è stato solo pratico ma anche creativo: imparare a reinterpretare ricette tradizionali con prodotti locali ha trasformato la nostalgia in un progetto concreto. La sua formazione artistica e l’occhio per i dettagli l’hanno aiutata a mantenere intatta l’essenza dei piatti pur modulandone la realizzazione in un contesto diverso.
Adattare ricette e risorse locali
L’adattamento delle ricette è diventato per Yumi una pratica quotidiana: trovare alternative agli ingredienti giapponesi e valorizzare i prodotti italiani è stata una sfida stimolante. In questo lavoro ha combinato l’approccio della cucina casalinga con competenze tecniche apprese sul campo, preservando la semplicità e la genuinità delle ricette. Il risultato è una proposta culinaria che parla sia a chi cerca autenticità sia a chi è curioso di sperimentare sapori nuovi. Attraverso tentativi ed errori ha definito un proprio metodo, capace di rendere accessibile la cucina giapponese anche a chi non conosce gli ingredienti originali.
La diffusione della passione: dai piatti fatti in casa ai corsi
Quella che era nata come una pratica privata ha rapidamente trovato ascolto tra gli amici e gli amanti della cucina giapponese locali, grazie al passaparola. Dal 2012 ha cominciato a condividere le sue conoscenze in modo strutturato, tenendo corsi di cucina dedicati alla cucina giapponese casalinga. Oggi insegna in diverse province lombarde, tra cui Bergamo, Brescia, Lecco, Varese e Milano, con l’obiettivo di far conoscere i piatti quotidiani del Giappone al pubblico italiano. La sua offerta formativa punta a spiegare tecniche semplici, l’importanza degli ingredienti e la filosofia che sta dietro a ogni preparazione.
Metodi didattici e obiettivi
Nei suoi corsi Yumi privilegia un approccio pratico e accessibile, che combina dimostrazioni con esercitazioni hands-on e spiegazioni delle tradizioni culinarie. Il suo scopo è far comprendere che la cucina casalinga giapponese non è solo tecnica ma anche cultura: piccole abitudini, modo di combinare gli ingredienti e rispetto per la stagionalità sono concetti centrali nelle sue lezioni. Attraverso insegnamenti chiari e personali, mira a creare una comunità di appassionati che possano riprodurre in casa piatti autentici, adattandoli al proprio contesto senza perdere la loro identità.
La storia di Yumi Katsura è l’esempio di come nostalgia e professionalità possano trasformarsi in valore condiviso: dall’isola di Awaji alle città italiane, il suo percorso accompagna il lettore attraverso scelte professionali, incontri decisivi e la volontà di conservare le radici culinarie. Con i suoi corsi e la sua proposta gastronomica, continua a promuovere la cucina giapponese casalinga come strumento di conoscenza e di incontro tra culture.

