Maturità 2026: strategia pratica per le ultime due settimane prima degli esami

Mancano quattordici giorni alla prima prova del 18 giugno e alla seconda del 19 giugno: una guida pratica per organizzare il ripasso, gestire l’ansia, scegliere l’alimentazione giusta e capire le novità del colloquio orale e delle commissioni

Con l’avvicinarsi del 18 giugno 2026, giorno della prima provae del 19 giugno 2026, data della seconda provamolti maturandi si trovano a gestire un conto alla rovescia serrato. In totale sono coinvolti oltre 500.000 studenti dell’ultimo anno: la nuova versione dell’esame recepisce la riforma introdotta dal decreto-legge 127 del 9 settembre 2026, poi convertito nella legge 164 del 30 ottobre 2026, e prevede commissioni composte da due docenti interni, due esterni e un presidente esterno.

Questo articolo offre un piano operativo per le ultime due settimane, abbinando tecniche di ripasso efficaci, consigli pratici per limitare l’ansia e indicazioni su come affrontare il colloquio orale secondo le nuove regole. L’obiettivo è sfruttare il tempo rimanente senza sovraccaricarsi e mantenendo la lucidità necessaria per ottenere il miglior risultato possibile.

Organizzare i quattordici giorni: piano realistico e priorità

Con esattamente quattordici giorni a disposizione, una pianificazione immediata è fondamentale. Un criterio utile è dedicare i primi dieci giorni al ripasso sistematico delle materie che compariranno nella prima prova, nella seconda prova e nelle quattro discipline sorteggiate per l’orale, lasciando gli ultimi quattro giorni a revisioni mirate, simulazioni di prova e all’affinamento dell’esposizione orale. Non si tratta di coprire tutto, ma di consolidare i punti chiave e i nuclei concettuali.

Tempistiche e ritmi di studio

Le sessioni più produttive durano tra i 45 e i 90 minuti, intervallate da pause di 10-15 minuti. Superare le due ore consecutive di concentrazione riduce drasticamente la capacità di assimilazione. Inserire nel piano settimanale almeno un pomeriggio libero aiuta a recuperare energie mentali: il riposo programmato è parte integrante di una strategia efficace.

Metodi di ripasso efficaci negli ultimi giorni

Negli ultimi giorni è controproducente limitarsi a rileggere passivamente i testi. È preferibile adottare il recall attivochiudere il libro e scrivere su un foglio tutto ciò che si ricorda di un argomento, quindi verificare i vuoti riaprendo il manuale. Questa pratica, nota in ambito didattico come retrieval practiceconsolida i ricordi meglio della semplice rilettura.

Per le materie teoriche le mappe concettuali sono uno strumento potente: sintetizzare un’unità su un foglio A4 con parole chiave e frecce aiuta a mettere in relazione i concetti. Per le discipline tecnico-scientifiche non si può prescindere dalla pratica: esercitazioni su problemi analoghi a quelli degli anni precedenti sono la via più diretta per prepararsi alla seconda prova.

Simulazioni e revisione finale

Negli ultimi quattro giorni è consigliabile effettuare simulazioni complete delle prove scritte e provare l’esposizione orale in condizioni vicine a quelle d’esame. Registrarsi mentre si parla, o farlo davanti a un compagno, aiuta a individuare punti deboli e a migliorare i tempi di risposta e la chiarezza espositiva.

Gestire l’ansia, alimentazione e sonno

L’ansia da esame è normale e, in dosi controllate, può essere utile. Quando però diventa paralizzante occorre intervenire con tecniche pratiche. Scrivere i timori per dieci minuti prima di iniziare a studiare (journaling) libera la mente dalle preoccupazioni immediate. Eseguire esercizi di respirazione diaframmatica — ad esempio quattro secondi di inspirazione, quattro di pausa, sei di espirazione — aiuta a calmare il sistema nervoso e può essere ripetuto prima di dormire o durante le pause tra le prove.

La dieta influisce sulla concentrazione: privilegiare carboidrati complessi come pasta integrale e legumi assicura un rilascio costante di glucosio; inserire omega-3 (pesce azzurro, noci, semi di lino) e alimenti ricchi di magnesio (spinaci, mandorle, avocado) sostiene le funzioni cognitive e la gestione dello stress. Limitare bevande energetiche e caffeina dopo le 14:00 è essenziale per non compromettere il sonno: almeno sette ore di riposo notturno sono più efficaci per consolidare la memoria rispetto a un’ora aggiuntiva di studio notturno.

Commissioni, numeri e struttura dell’orale

Per la maturità 2026 sono previste 13.989 commissioni e la composizione è quella stabilita dalla riforma: due docenti interni, due esterni e un presidente esterno. Il totale dei potenziali candidati è di 527.607, con 513.479 candidati interni e 14.128 esterni; la ripartizione per percorso vede 273.854 iscritti ai Licei, 167.136 agli Istituti tecnici e 86.617 agli Istituti professionali.

Dal punto di vista dell’orale, la novità principale è che i commissari possono interrogare lo studente solo nelle quattro discipline sorteggiate. L’esame parte da una riflessione personale dello studente e prosegue con domande sulle materie, la presentazione di esperienze di alternanza o scuola-lavoro, e la discussione delle prove scritte. L’articolo 28 dell’O.M. 54/2026 stabilisce che l’esame è valido solo se il candidato ha sostenuto tutte le prove: non partecipare all’orale equivale a non superare l’esame.

Durante il colloquio conta meno la mera memorizzazione e più la capacità di ragionare, spiegare e collegare concetti all’interno delle discipline sorte. Preparare brevi tracce di presentazione personale e ripassare i cardini delle quattro materie estratte aiuta a trasformare l’ansia in un’esposizione ordinata e sicura.

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