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2 Settembre 2026

Opportunità per il pesce italiano in Cina: eccellenza e differenziazione

Il mercato ittico cinese offre nuove opportunità per le aziende italiane, grazie alla crescente domanda di prodotti di alta qualità e tracciabilità

Opportunità per il pesce italiano in Cina: eccellenza e differenziazione

Il mercato ittico cinese è in continua evoluzione, offrendo nuove opportunità per le aziende italiane. Nel primo semestre del 2026, la Cina ha importato circa 2,31 milioni di tonnellate di prodotti ittici per un valore di 10,1 miliardi di dollari. Questo mercato, pur essendo altamente competitivo, sta mostrando una crescente attenzione verso la qualità costante la provenienza e la tracciabilità dei prodotti.

La Cina, un mercato in evoluzione

La Cina è un gigante nella produzione ittica, con 76,57 milioni di tonnellate di prodotti acquatici nel 2025, di cui 63,24 milioni provenienti dall’acquacoltura. Tuttavia, le importazioni non sono solo una risposta a una carenza interna, ma servono a integrare il mercato con specie, origini e formati differenti, destinati a consumatori sempre più esigenti.

La domanda cinese si sta orientando verso prodotti freschisurgelatisemilavorati e ready-to-eat con una particolare attenzione alla praticità e alla sostenibilità. Questo cambiamento è evidente nel settore del salmone, dove la Cina è diventata il secondo mercato complessivo per l’export ittico norvegese.

L’importanza della differenziazione

Nonostante la crescita dei segmenti a maggiore valore, il mercato cinese rimane estremamente sensibile al prezzo. Prodotti come i gamberi e il pangasio continuano a muoversi attraverso grandi flussi internazionali, con Paesi come Ecuador, India e Vietnam che dispongono di strutture produttive difficilmente confrontabili con quelle italiane.

Per le aziende italiane, la possibilità commerciale non nasce dalla capacità di competere su ogni segmento, ma dalla possibilità di selezionare quelli nei quali il prezzo non è l’unico criterio di scelta. L’eccellenza italiana deve essere riconoscibile nel prodotto: qualità costante, lavorazione, sicurezza alimentare, tracciabilità, origine, presentazione e capacità di rispondere alle esigenze del canale distributivo.

Il caso del tonno

Un esempio concreto è quello del tonno. Nel primo semestre del 2026, la Cina ha importato tonno per 73,782 milioni di dollari, con un aumento dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le forniture provenienti dall’Italia sono passate da 482 mila a 1,081 milioni di dollari, con un aumento del 124,3%. Questo dato dimostra come il Made in Italy possa trovare spazio in un mercato altamente competitivo.

La sfida della tracciabilità e della sicurezza alimentare

L’accesso al mercato cinese richiede il rispetto delle procedure sanitarie previste per l’esportazione verso la Repubblica Popolare Cinese. La tracciabilità e la sicurezza alimentare sono elementi fondamentali per garantire la qualità del prodotto e la fiducia dei consumatori.

La capacità di rispondere alle esigenze dei consumatori cinesi, in termini di qualità, tracciabilità e praticità, sarà fondamentale per il successo delle imprese italiane in questo mercato.

Autore

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.