Totem informativo mai attivato al Pigneto: il Municipio V sollecita l’accensione

Il monitor installato da Rete Ferroviaria Italiana accanto al cantiere del Vallo del Pigneto è rimasto inattivo nonostante le richieste dei residenti. Il Municipio V ha votato una mozione per ottenere l'accensione immediata e la creazione di un tavolo permanente di confronto con tutti gli enti coinvolti.

Un monitor informativo collocato a ridosso del cantiere del Vallo del Pigneto è diventato il fulcro di una protesta civica: installato oltre dodici mesi fa, lo schermo non è mai stato messo in funzione e continua a restare nero mentre la zona sopporta lavori, deviazioni e polvere. I residenti hanno trasformato quel totem in simbolo di una comunicazione assente tra chi esegue l’opera e chi la subisce.

La tensione è culminata nei giorni scorsi con l’approvazione all’unanimità di una mozione dal Consiglio del Municipio V atto con cui l’amministrazione locale ha impegnato il presidente Mauro Caliste e la giunta a sollecitare il Campidoglio e Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) a ripristinare il servizio informativo. La richiesta includeva anche la predisposizione di strumenti di interazione diretta per i cittadini, come un QR code dinamico collegato ai canali di segnalazione.

La mozione del Municipio V e le richieste dei consiglieri

La mozione, presentata dalla consigliera Eva Vittoria Cammerino indica chiaramente che lo schermo dovrà riportare il cronoprogramma dei lavori, le fasi in corso e le date di chiusura dei singoli sotto-interventi: elementi ritenuti indispensabili per restituire trasparenza ai cittadini. Nel testo si chiede inoltre che il monitor contenga strumenti per la comunicazione in tempo reale con i commercianti e gli abitanti, così da poter inviare segnalazioni su rumori molesti, disagi alla viabilità o criticità ambientali.

Cammerino ha sottolineato come la trasparenza sia una condizione fondamentale quando un cantiere impatta sulla vita quotidiana di un intero quartiere, ricordando anche lo slittamento della parziale apertura della nuova stazione di interscambio alla fine del 2026, evento che rende ancora più urgente una comunicazione chiara e costante.

Il ruolo del comitato di quartiere e il sopralluogo del coordinatore del Comune

Il Comitato Pigneto-Prenestino ha spinto per l’installazione del totem proprio per ottenere un calendario pubblico delle lavorazioni; nonostante l’installazione, però, lo schermo non ha mai trasmesso informazioni utili. In risposta alle sollecitazioni, l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha nominato un coordinatore per il percorso partecipativo, il dottor Dario Esposito che ha effettuato un sopralluogo nell’area dei binari insieme ai rappresentanti locali.

Durante l’incontro sono state messe in evidenza le principali criticità che i residenti vivono quotidianamente: picchi di inquinamento acustico causati dalle lavorazioni pesanti, interruzioni e deviazioni della viabilità che congestionano la circonvallazione Casilina, peggioramento della qualità dell’aria e la progressiva perdita di alberature e spazi verdi. Queste segnalazioni sono state registrate come punti da affrontare nel confronto con le istituzioni.

La richiesta di un tavolo permanente

Il comitato ha formalizzato la richiesta di istituire un tavolo permanente di monitoraggio inteso come cabina di regia mensile che metta attorno allo stesso tavolo tutti i soggetti responsabili: RfiRegione LazioRoma CapitaleMunicipio VPolizia LocaleRoma Servizi per la Mobilità e Ama. L’obiettivo è non limitarsi a incontri sporadici ma a un confronto stabile durante tutta la durata delle opere.

Scadenze e attese: cosa si chiedono i residenti

Il Municipio ha fissato un orizzonte ravvicinato per ottenere risposte: entro la fine di luglio è previsto un incontro decisivo per dare concretezza alla nascita del tavolo. Prima di allora, i cittadini chiedono che il totem non rimanga più un oggetto inerte ma diventi la finestra digitale promessa, con aggiornamenti puntuali sullo stato dei lavori e canali per le segnalazioni.

Per i residenti la riattivazione dello schermo rappresenta anche un gesto simbolico: dimostrare che le istituzioni ascoltano e che la convivenza con un cantiere imponente può essere governata con regole condivise. Nel frattempo, la pressione pubblica rimane alta e il monitor spento continua a incarnare, nella percezione popolare, il problema più ampio di accesso alle informazioni e di rispetto dei tempi annunciati per un’opera che trasformerà una porzione importante del quartiere.

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