Abdallah Dadi: la storia di un migrante che ha trasformato il kebab in un business di successo

Dallo sbarco a Lampedusa al successo imprenditoriale: la storia di Abdallah Dadi, che ha trasformato il kebab in un business innovativo in Italia

Abdallah Dadi, conosciuto da tutti come Daddy è un esempio di resilienza e determinazione. Il suo viaggio da migrante a imprenditore food è una storia di coraggio e passione che merita di essere raccontata.

Oggi, a 32 anni, Abdallah gestisce con successo Kebastard un ristorante che ha rivoluzionato il concetto di kebab, unendo tradizioni culinarie lontane attraverso il fuoco, lo spiedo e la panificazione.

L’arrivo in Italia e i primi passi

Abdallah è arrivato in Italia nel 2011 sbarcando a Lampedusa come clandestino. Aveva solo 16 anni e non parlava italiano. Dopo una settimana a Lampedusa, è stato trasferito a Catania, dove è stato accolto in una comunità per minorenni.

Il viaggio in barcone è stato un’esperienza traumatica. Erano 136 persone ammassate per circa 36 ore in mezzo al mare mosso. Abdallah ricorda di aver realizzato il pericolo solo a metà del viaggio. Fortunatamente, sono riusciti ad arrivare, anche se non tutti hanno avuto la stessa fortuna.

L’adattamento e la scoperta della cucina italiana

I primi mesi in Italia sono stati difficili. Abdallah non parlava la lingua e non conosceva nessuno. Tuttavia, ha trovato supporto nella comunità e ha iniziato a studiare. Ha frequentato un corso alberghiero e ha ottenuto un attestato da cuoco.

Durante uno stage al Sale Art Café ha incontrato Andrea, che è diventato il suo mentore e poi un amico. Insieme, hanno lavorato a diversi progetti, tra cui FUD Bottega Sicula e Rock Modica un locale con cucina di ispirazione tex-mex.

La nascita di Kebastard

L’idea di Kebastard è nata durante un viaggio in auto verso Modica. Abdallah ha espresso il desiderio di creare qualcosa di diverso, un piatto che unisse tradizioni lontane. Andrea lo ha incoraggiato, anche se inizialmente era scettico riguardo alla complessità della gestione di un’attività.

Abdallah ha risposto con determinazione: “Da ragazzino ho rischiato tanto attraversando il mare, ho messo la mia vita in gioco per arrivare qui. Non posso non provare a rischiare per realizzare qualcosa in cui credo.”

La cucina come ponte culturale

La cucina è stata per Abdallah un mezzo per capire l’Italia e per sentirsi a casa. Ricorda con affetto la pasta alla Norma che gli ha ricordato un piatto tunisino con melanzane e pomodoro. Anche la carne arrostita, in particolare quella di cavallo, gli ha riportato alla mente i sapori della sua terra.

Imparare l’italiano è stato un processo graduale. Abdallah ha studiato, ma ha imparato soprattutto lavorando e vivendo con le persone. Oggi parla anche un po’ di siciliano, anche se ogni tanto gli scappa qualche parola.

Il futuro e i progetti

Abdallah non si ferma. Dopo il successo di Kebastard, sta già pensando a nuovi progetti. Vuole portare la sua famiglia in Italia per una vacanza, anche se non è semplice organizzare tutto.

La sua storia è un esempio di come la determinazione e la passione possano trasformare le difficoltà in opportunità. Abdallah Dadi è un imprenditore che ha saputo unire tradizioni diverse, creando qualcosa di unico e innovativo.

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