Nel mercato di Monte Mario a Roma, si è svolta un’operazione di controllo che ha coinvolto la Questura la Capitaneria di Porto e il personale dell’Asl Roma 1. L’obiettivo dichiarato era la tutela della salute pubblica attraverso verifiche su tracciabilità modalità di conservazione e requisiti igienico-strutturali degli esercizi commerciali presenti nell’area mercatale.
Le ispezioni hanno fatto emergere violazioni diffuse soprattutto nel settore ittico e in quello delle carni, portando al sequestro o alla distruzione di oltre 110 chilogrammi di alimenti e all’irrogazione di sanzioni amministrative per un ammontare complessivo superiore ai 9.000 euro. Nell’ambito dell’attività sono state identificate 29 persone.
Irregolarità nella pescheria: prodotti senza documentazione e condizioni inadeguate
In una delle pescherie controllate sono stati trovati lotti di prodotti ittici privi della documentazione obbligatoria che attesti la provenienza e la filiera. Alcuni molluschi e pesci erano conservati in contenitori con acqua a temperatura ambiente, pratica non conforme alle norme sul mantenimento della catena del freddo. Gli ispettori hanno inoltre rilevato assenze strutturali: mancavano adeguate attrezzature frigorifere per i molluschi vivi e non era presente un lavamani con acqua corrente destinato agli operatori, indispensabile per gli standard igienici in vendita al dettaglio.
Al termine dei controlli, sono stati posti sotto sequestro amministrativo 57 chili di prodotti ritenuti non idonei al consumo e sprovvisti di tracciabilità. Il titolare, a fronte delle contestazioni, ha proceduto alla distruzione volontaria di ulteriori 5 chili di merce compromessa.
Macellerie: carenze igieniche, distruzione di carne e divieto di preparazione
Le verifiche sul comparto carni hanno evidenziato situazioni critiche in più punti vendita. In una macelleria gli ispettori hanno riscontrato gravi mancanze igienico-sanitarie e l’assenza di uno spazio di lavoro idoneo alla preparazione delle carni fresche. Per tutelare i consumatori, il titolare ha disposto volontariamente la distruzione di 50 chili di carne giudicata non conforme, mentre le autorità hanno disposto la cessazione definitiva dell’attività di preparazione di carni pronte da cuocere all’interno dell’esercizio.
Un altro controllo mirato ha interessato una macelleria in via Pietro Bembo che, già destinataria in passato di prescrizioni da parte dell’Asl, non aveva attuato gli adeguamenti richiesti. Nel corso dell’ispezione sono state riscontrate la mancata indicazione obbligatoria sull’origine delle carni bovine e la presenza di alimenti conservati in modo improprio. Nel congelatore sono stati trovati 5 chili di carne senza documentazione di provenienza e in cattive condizioni, mentre alcune confezioni non deperibili risultavano etichettate esclusivamente in lingua araba, elemento che ha motivato il blocco preventivo di quei prodotti fino a verifica dell’adeguatezza delle informazioni per il consumatore.
Le criticità rilevate in quell’esercizio hanno comportato sanzioni per un importo complessivo di 6.000 euro oltre alla distruzione volontaria degli alimenti deteriorati e a prescrizioni da rispettare per la ripresa di alcune attività.
Impatto sulle pratiche commerciali e sulla sicurezza alimentare
Gli esiti delle verifiche sottolineano come la mancanza di tracciabilità e l’inosservanza delle regole di conservazione rappresentino rischi concreti per la sicurezza alimentare. Le autorità hanno focalizzato l’attenzione su aspetti tecnici quali il corretto funzionamento degli impianti frigoriferi, la disponibilità di strumenti per l’igiene degli operatori e la chiarezza informativa per i consumatori in merito a origine e trattamento dei prodotti.
Organizzazione dell’operazione e numeri chiave
L’intervento è stato condotto congiuntamente dalla Polizia del XIV Distretto Primavalle, dalla Capitaneria di Porto di Roma e dal personale dell’Asl Roma 1, in una sinergia finalizzata alla prevenzione e alla tutela della salute pubblica sul territorio. Nelle attività ispettive sono state identificate 29 persone e contestate sanzioni amministrative complessive per oltre 9.000 euro. Il quantitativo totale di alimenti sequestrati o avviati alla distruzione ha superato i 110 chili.
La natura coordinata dell’operazione mette in evidenza come, per il controllo della filiera alimentare nei mercati rionali, sia fondamentale l’intervento integrato di forze di polizia, istituzioni sanitarie e autorità competenti. I provvedimenti adottati, che vanno dal sequestro al blocco dei prodotti e alle sospensioni di attività, sono misure concrete per ridurre il rischio di immissione sul mercato di alimenti non conformi alle norme sanitarie.
Le verifiche proseguiranno con campagne di controllo mirate per assicurare il rispetto delle norme e per prevenire il ripetersi di criticità che possono compromettere la sicurezza dei consumatori, soprattutto nei settori sensibili come quello del pesce e delle carni.
