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22 Agosto 2026

Dai supermercati cinesi ai social: la storia dei latiao, lo snack piccante in voga

Dai supermercati cinesi ai social, scopri la storia dei latiao, lo snack piccante che ha conquistato il mondo

Dai supermercati cinesi ai social: la storia dei latiao, lo snack piccante in voga

In un mondo sempre più connesso, alcuni prodotti alimentari riescono a superare i confini nazionali e a conquistare il palato di milioni di persone. Tra questi, i latiao gli snack cinesi piccanti e gommosi, stanno vivendo un vero e proprio boom globale. Nati come alimento di emergenza, oggi sono un simbolo della cultura cinese e un fenomeno virale sui social media.

I latiao, letteralmente “strisce piccanti”, sono prodotti cuocendo un impasto di farina di frumento ad alta temperatura e pressione. Il risultato è un snack rosso, speziato e dolce, con una consistenza unica che ricorda quella del tofu gommoso. Nonostante la loro fama di cibo spazzatura, i latiao hanno dato vita a un’industria che vale oltre 60 miliardi di yuan, pari a circa 8,9 miliardi di dollari.

Dai supermercati cinesi ai social: il successo globale dei latiao

La popolarità dei latiao ha superato i confini della Cina. Secondo Li Manliang, vicepresidente di Mala Wangzi, gli snack vengono ormai esportati in oltre 160 Paesi. La crescita è particolarmente evidente sui social media come TikTok e Instagram, dove video di consumatori stranieri alle prese con le strisce piccanti hanno raggiunto milioni di visualizzazioni.

Un influencer ha raggiunto 1,5 milioni di visualizzazioni mostrando una casa-modello realizzata interamente con i latiao, mentre un video dedicato a un latiao gigante, assaggiato da una giovane australiana, ha raggiunto 2,6 milioni di visualizzazioni. Questo successo si inserisce nel fenomeno del “Chinamaxxing”, la tendenza che porta soprattutto i giovani occidentali a scoprire e riproporre sui social elementi della cultura e dello stile di vita cinese.

L’industria dei latiao punta sui giovani

Il principale pubblico dei latiao resta quello giovane e i produttori stanno cercando di rafforzare il legame con questa generazione attraverso iniziative e attività di marketing. Mala Wangzi ha organizzato pop-up temporanei in diverse città cinesi, sponsorizzato eventi di e-sport, festival musicali e fiere dedicate all’animazione. L’azienda ha inoltre organizzato oltre 4.000 matrimoni a tema latiao per coppie appassionate dello snack.

“Trovo che i latiao creino una certa dipendenza e aiutino anche ad alleviare lo stress”, ha dichiarato il ventiquattrenne Yang Xuhao. “Quando non ho voglia di un pasto vero e proprio, ripiego sui latiao. Mi piace anche mangiarli come snack mentre guardo la TV”. Tuttavia, non tutti sono convinti della riabilitazione di questo snack. Li Peng, 22 anni, ha raccontato di aver abbandonato l’abitudine ai latiao, nata ai tempi della scuola. “Voglio uno stile di vita sano e rimettermi in forma, quindi ho smesso di mangiarli”, ha affermato.

La sfida della percezione salutistica

Nonostante il successo, i latiao continuano a essere associati da una parte dei consumatori a un’alimentazione poco salutare. Negli anni i produttori hanno cercato di modificare questa percezione, intervenendo anche sulle ricette. Mala Wangzi sostiene di aver ridotto l’utilizzo di olio, sale, zucchero e additivi, privilegiando materie prime più naturali. L’azienda ha inoltre mostrato attraverso dirette streaming le condizioni igieniche del proprio stabilimento.

“Da giovane, i miei genitori pensavano che contenessero troppi additivi”, ha raccontato Wang Jingfei, ventiduenne residente a Pechino. “Ma con lo sviluppo del settore e la comparsa di nuovi marchi, la sicurezza alimentare è diventata un tema centrale… quindi non credo sia un grosso problema mangiarli di tanto in tanto”.

In un video visualizzato 2,8 milioni di volte, un recensore straniero li ha descritti come “una sorta di tofu gommoso” e “molto unti”. Nonostante le critiche, i latiao continuano a conquistare nuovi fan in tutto il mondo, trasformandosi in uno degli snack più riconoscibili della nuova cultura food cinese sui social.

Autore

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.