In un angolo remoto della laguna veneta, nascosto tra le acque, si trova il Cason da Sandro un ristorante che offre un’esperienza culinaria unica. Per raggiungerlo, è necessario lasciare Chioggia o Pellestrina e imbarcarsi in un viaggio in barca, che diventa parte integrante dell’avventura.
Questo luogo affascinante non è solo un ristorante, ma un progetto innovativo che unisce ittiturismoacquacoltura sostenibile e servizi ambientali. Il Cason da Sandro è gestito dalla cooperativa Blu Oltremare, associata a Legacoop Veneto, e rappresenta un tentativo di riscoprire e valorizzare le risorse della laguna.
Un progetto di sostenibilità e innovazione
Il progetto è nato grazie all’impegno di Piero Ciampi presidente di Blu Oltremare. Il casone da pesca è stato acquistato e recuperato dopo un periodo di abbandono. Attorno alla struttura, si sviluppano l’allevamento dell’Ostrica del Doge e delle cozze. Le ostriche crescono in sospensione, dentro ceste che vengono girate regolarmente per pulire i gusci e irrobustire i molluschi.
La presenza di Legacoop Veneto non è solo istituzionale. Il Cason fa parte di una riflessione più ampia sul turismo cooperativo e sulla diversificazione delle attività della pesca, un settore che affronta numerose difficoltà, tra cui il cambiamento climatico e la scarsa prevedibilità del pescato.
Tocia! Cucina e Comunità: un approccio innovativo
Un ruolo fondamentale in questo progetto è svolto da Tocia! Cucina e Comunità un collettivo veneziano nato su iniziativa di Marco Bravetti. Il collettivo utilizza la cucina come strumento per raccontare storie e creare connessioni tra le persone. La cucina al Cason da Sandro si discosta dalle aspettative tradizionali, privilegiando specie povere e prodotti poco commerciali.
Il percorso gastronomico inizia con l’ostrica di laguna soda e carnosa, seguita da portate pensate per la condivisione. I cuochi di Tocia! esplorano e valorizzano le risorse locali, come alghe, piante alofite e varietà vegetali tipiche della laguna. La disponibilità non continuativa delle materie prime e i limiti logistici non sono ostacoli, ma opportunità per creare piatti unici e cambianti.
Un’esperienza unica e il futuro della laguna
L’esperienza al Cason da Sandro è riservata a non più di venticinque ospiti e comprende il percorso gastronomico, il racconto dei prodotti e la spiegazione dell’allevamento. Il trasporto in barca, se non si arriva in autonomia, costa 30 euro in più.
Il futuro della laguna è il nodo decisivo. Bravetti ricorda che la pesca sta sparendo, ma progetti come il Cason da Sandro indicano una direzione da percorrere: produrre in modo differente e fare accoglienza senza banalizzare, generando valore e comprensione del territorio. Il Cason potrebbe diventare un luogo di osservazione e ascolto, con laboratori e microresidenze artistiche, espandendo il racconto della laguna con altri linguaggi.




