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8 Settembre 2026

Sushi pugliese: la fusione di sapori tra Giappone e Puglia a Chotto Chotto

A Molfetta, il ristorante Chotto Chotto unisce la tradizione del sushi con i sapori pugliesi, offrendo un'esperienza gastronomica unica. Scopri come il tonno e altri ingredienti locali si fondono con la cucina giapponese.

Sushi pugliese: la fusione di sapori tra Giappone e Puglia a Chotto Chotto

Il ritorno da un viaggio in Giappone spesso lascia un’amara delusione: il sushi che troviamo in Italia raramente eguaglia il sapore autentico. Tuttavia, ci sono eccezioni che riescono a coniugare tradizione giapponese e ingredienti locali, offrendo un’esperienza unica. A Molfetta, il ristorante Chotto Chotto rappresenta proprio questa fusione, portando i sapori del Sol Levante in Puglia con un tocco locale.

Gianluigi Tedesco e Richard De Sario, due amici diventati soci, hanno deciso di unire le loro passioni per creare un’esperienza culinaria che unisce il meglio di due mondi. Gianluigi, con la sua esperienza nel settore della ristorazione, e Richard, con il suo talento culinario, hanno dato vita a un progetto che celebra il tonno e altri ingredienti pugliesi, preparati secondo le tecniche giapponesi.

L’origine di Chotto Chotto: un nome che unisce due culture

Il nome Chotto Chotto è un omaggio a entrambe le culture che il ristorante rappresenta. In giapponese significa ‘un po’ e un po” e in dialetto pugliese ‘cicciottello’. Il logo, che combina il profilo del Daruma con il fogliame del pumo pugliese, simboleggia questa unione. L’obiettivo è chiaro: portare il Giappone in Puglia, rispettandone la cultura ma aggiungendo un tocco locale.

Il menu: tradizione giapponese e sapori pugliesi

Con l’aiuto del kaiseki master Hiroto Akama, il menu di Chotto Chotto offre una selezione di piatti che rispettano la tradizione giapponese ma si arricchiscono di ingredienti locali. Tra i piatti più apprezzati ci sono i nigiri preparati con un sottile strato di wasabi fresco, e i sashimi che utilizzano ricciole, scampi e capesante locali.

La creatività non manca nei roll che includono ingredienti come il percoco, una varietà locale di pesca, abbinato a maionese allo yuzu e scampi, o pomodori secchi e foglie di shiso in tempura. Anche gli antipasti non sono da meno, con la stracciatella affumicata che completa un antipasto col salmone, e i gyoza estivi farciti con crema di pomodoro confit, melanzane e basilico.

L’attenzione al tonno: un punto di orgoglio

Il tonno è il vero punto di orgoglio di Chotto Chotto. Utilizzando tonno rosso del Mediterraneo di alta qualità, proveniente dall’azienda spagnola Balfegó, il ristorante offre una degustazione che ricorda quella del mercato Tsukiji di Tokyo. I tagli variano dal magro e sodo Akami all’Otoro, la ventresca più chiara, grassa e scioglievole, passando per l’intermedio Chutoro.

Questi tagli possono essere gustati come sashimi, su una base di riso, o in preparazioni come il Maguro Don, con tuorlo d’uovo e uova di salmone, o il Maguro Sando, un sandwich con doppia panatura e salsa tonkatsu. Un’altra specialità da non perdere è il collare di tonno Kamayaki, passato sulla griglia coreana, che sorprende per il suo sapore.

Il katsu-sando: un panino giapponese che conquista l’Italia

Mentre il sushi e i ramen hanno impiegato decenni per entrare stabilmente nelle abitudini alimentari italiane, il katsu-sando ha conquistato rapidamente il palato degli italiani. Questo panino giapponese, nato dalla fusione di due termini giapponesi, ‘katsu’ (cotoletta) e ‘sando’ (sandwich), ha radici che risalgono al periodo Meiji.

La versione con il maiale, il ‘tonkatsu’, si è affermata come uno dei piatti cardine della cucina popolare giapponese. Inserirlo tra due fette di pane rispondeva a un’esigenza pratica: offrire ai lavoratori un pasto veloce da consumare anche fuori casa. La ricetta si basa su tre elementi in equilibrio tra loro: lo shokupan, il pane bianco giapponese, la cotoletta di maiale impanata nel panko e fritta, e la salsa tonkatsu, densa e agrodolce.

Il katsu-sando è diventato un simbolo della cultura gastronomica giapponese, venduto nei supermercati e nei konbini. La sua estetica ordinata lo rende perfetto per i social media, dove è diventato un fenomeno virale. Le reinterpretazioni europee hanno portato a varianti che si allontanano progressivamente dalla ricetta tradizionale, rendendolo un terreno di sperimentazione.

Autore

Massimiliano Cardinale

Massimiliano Cardinale di Catania iniziò condividendo una ricetta di famiglia durante una sagra di paese, attirando una comunità di follower: quel gesto lo spinse in redazione con tono informale. Propone contenuti social e porta appunti con nomi di produttori locali e mosse di cucina.