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17 Settembre 2026

Torino ospita Buonissima, Terra Madre e chiude il Salone Auto 2026

Torino celebra la gastronomia con Buonissima 2026, accoglie chef stellati nella GAM e si trasforma da capitale dell’auto a punto di riferimento del gusto.

Torino ospita Buonissima, Terra Madre e chiude il Salone Auto 2026

Dal 21 al 25 ottobre Torino si riconferma come epicentro della grande cucina italiana con la sesta edizione di Buonissima. Oltre 150 appuntamenti, più di 100 chef provenienti da Italia e dall’estero e una visione che unisce alta cucina, trattorie tradizionali, musei e piole sotto il claim “Cibo, Arte e Bellezza”. L’evento, nato dall’idea di Stefano Cavallito, Luca Iaccarino e lo chef Matteo Baronetto, è gestito da To Be Company e promette di consolidare il proprio ruolo di riferimento per appassionati, professionisti e curiosi.

Buonissima 2026: una programmazione che abbraccia l’intera giornata

Questa edizione segna un punto di svolta: il formato “all day long” allarga l’offerta dalle tradizionali cene a una serie di pranzi e colazioni. Il consueto Opening Dinner a Palazzo Madama si affianca alla cerimonia di premiazione del Premio Bob Noto alla Centrale Nuvola Lavazza, mentre un nuovo appuntamento celebra il Fassone Piemontese con chef e macellai locali. Il progetto “Metti Torino a Tavola” si espande, proponendo cene a quattro mani tra cuochi torinesi e ospiti internazionali in diversi ristoranti della città, e “Piolissima” porta la cucina popolare piemontese nelle storiche piole della cittadina.

Innovazioni di format: BistroMania e Casa Buonissima

Tra le proposte più recenti, BistroMania collabora con la Regione Catalogna per introdurre cinque bistrot spagnoli, una novità che avviene per la prima volta già a pranzo e prosegue fino a sera. Parallelamente, Casa Buonissima apre un giorno prima rispetto al resto del festival, offrendo talk, masterclass e cooking show con protagonisti del mondo del vino, della pasticceria e dell’arte bianca.

Contemporanea: Niko Romito e Jeremy Chan nella GAM

Il punto focale della sesta edizione è la serata “Contemporanea”, un’esperienza unica nella Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM). Per la prima volta nella storia dell’istituzione, fondata nel 1959, una produzione gastronomica occupa le sale. L’appuntamento si svolge nella Sala del Riposo, una stanza inondata di luce naturale, trasformata in un ambiente immersivo con una tavola imperiale per 40 ospiti. Prima del pasto, un aperitivo accoglie gli invitati sul giardino museo.

Il menu nasce dal dialogo tra Jeremy Chan patron di Ikoyi a Londra, e Niko Romito chef del Reale di Castel di Sangro. Chan, figlio di un padre cinese e di una madre canadese, ha costruito una cucina identitaria e cosmopolita senza confini geografici; Romito, uno dei più influenti cuochi italiani degli ultimi vent’anni, è noto per i suoi “assoluti”, piatti che esaltano l’essenza di un singolo ingrediente. Entrambi occupano posizioni di rilievo nella classifica World’s 50 Best Restaurants (Romito al 18° posto, Chan al 15°), e la loro collaborazione è descritta come un incontro di radicalità di pensiero nonostante percorsi molto diversi.

Romito descrive la scelta della GAM come una sfida privilegiata, mentre Chan ricorda la visita al Reale come una delle più memorabili della sua carriera, sottolineando la cucina come forma d’arte e espressione dell’identità personale. Il presidente della Fondazione Torino Musei, Massimo Broccio, ha collegato l’iniziativa al progetto di rigenerazione del museo, evidenziando la coerenza con una visione di apertura, internazionalità e inclusività.

Da motori a gusto: il passaggio dal Salone Auto Torino a Terra Madre

Nel frattempo, la città si prepara a una trasformazione spettacolare. Dopo la chiusura del Salone Auto Torino 2026 il più importante evento automobilistico italiano, Torino accoglierà dal 24 al 27 settembre il Terra Madre Salone Internazionale del Gusto. Il Salone Auto ha registrato 500.000 presenze, cifra identica al 2025, mentre il progetto di Terra Madre prevede l’arrivo di oltre 700 produttori nazionali e internazionali, custodi della biodiversità alimentare. Con queste due manifestazioni, Torino supera il milione di visite extra in un solo mese di settembre.

L’intera area centrale – Piazza San Carlo, Piazza Castello, Piazzetta Reale, Piazza Carlo Alberto, Via Roma e Piazza Vittorio – si trasformerà in un laboratorio a cielo aperto sul futuro del cibo. L’accesso sarà gratuito, con orari dalle 10:00 alle 20:30 e, nei primi tre giorni, Piazza San Carlo resterà aperta fino alle 23:00. Solo alcuni Laboratori del Gusto e gli “Appuntamenti a tavola” saranno a pagamento, con prenotazioni online da inizio luglio.

Sul fronte digitale, l’hashtag #torino ha superato i 12-13 milioni di post su Instagram, con un picco di due milioni di nuovi tag nelle ultime settimane, a testimonianza di una città che si riempie sia fisicamente che virtualmente.

Autore

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.