Venezia, città d’arte e di mare, sta accogliendo due proposte gastronomiche che uniscono radici storiche e spirito d’innovazione. Da un lato, il leggendario Zeffirino si trasferisce nel cuore della laguna, installato all’interno del lussuoso hotel Nolinski. Dall’altro, sotto un pergolato di glicine, i giovani co-chef Marco Gregori e Nicolò Pometti lanciano Wistèria un laboratorio di sapori che sfida i confini della tradizione. Entrambe le aperture segnano una svolta nella scena culinaria veneziana, dove la ricerca dell’autenticità convive con la curiosità per le cucine del mondo.
Zeffirino a Venezia: la tradizione genovese entra nell’hotel Evok
Fondata nel 1939 da Zeffirino Belloni, la casa genovese è rimasta nelle mani della famiglia Belloni per cinque generazioni. Il ristorante ha sempre avuto come fulcro la cucina ligure accogliendo nel corso degli anni personalità internazionali, tra cui papi e addirittura Frank Sinatra, il cui nome compare ancora oggi in un piatto omaggioso. Dopo aver consolidato la propria presenza a Monaco, Parigi e Istanbul, Zeffirino ha scelto Venezia per espandere il proprio marchio, occupando l’ex sede della Borsa di Venezia, a pochi passi da Piazza San Marco e dal Teatro La Fenice.
Due formule nello stesso edificio
Il Nolinski ospita Il Caffè Zeffirino al piano terra, pensato per pranzi leggeri, mentre al terzo piano si apre Zeffirino Ristorante dedicato alla cena in un ambiente più formale. Questa biforcazione permette al marchio di intercettare diverse fasce orarie di consumo, offrendo al turista e al cittadino locale un’esperienza completa: dal caffè veloce alla cena elegante, il tutto all’interno dello stesso hotel di lusso.
Il rituale del pesto e le ricette di famiglia
Al centro del menù tradizionale si trova il celebre pesto genovese preparato con basilico di Pra, Parmigiano Reggiano, pecorino, pinoli, aglio e olio extravergine d’oliva, lavorati a mano nel mortaio di marmo. Nei tavoli di Venezia è possibile assistere al carrello del pesto un servizio itinerante che completa la preparazione direttamente davanti al cliente, mantenendo viva la cerimonia che ha contraddistinto il locale da decenni. Tra le proposte troviamo le trofie al pesto, i paffutelli alla Frank, la focaccia di Recco, il branzino al sale e,
Wistèria: sperimentazione giovane nella quiete di San Polo
Sotto le fronde di un grande glicine, nel tranquillo canale Rio de la Frescada, nasce Wistèria un ristorante indipendente che sfida le convenzioni della ristorazione turistica di Venezia. I co-chef Marco Gregori, nato a Torri di Quartesolo nel 1997, e Nicolò Pometti, radicato a Pontremoli nel 1996, si sono incontrati a bordo della cucina di Ángel León (Aponiente), dove hanno affinato le loro capacità tecniche. Dopo esperienze in locale come La Peca di Lonigo e la formazione con Niko Romito, i due hanno deciso di portare a Venezia una cucina “tutta-fantasia”, dove la creatività nasce dall’incontro tra tradizione locale e influenze internazionali.
Piatti che raccontano storie
Il menu di Wistèria si apre con linguine al peperone, fico e lampone, dove la nota di lampone ghiacciato sorprende il palato. Seguono un gazpacho reinterpretato – pomodoro, origano, basilico e ciliegia – e un risotto al plancton con gamberetti di Laguna e krachai, lo zenzero cinese dal profumo agrumato. Il punto focale è il dessert “Pepe verde, alghe e caviale”, un’esplosione di sapori salati, vegetali e piccanti che richiama il mare e la terra. I protagonisti invitano il commensale a “semplificare” l’esperienza, concentrandosi sull’essenza di ogni ingrediente senza eccessi decorativi.
Cucina etnica in Italia: il panorama nazionale
Il fenomeno della cucina etnica sta trasformando le abitudini alimentari italiane. Dati recenti mostrano una crescita costante di ristoranti e locali da asporto che propongono menu internazionali, con Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna al vertice della presenza di offerte straniere. Torino si conferma una delle capitali del gusto multietnico, grazie a una forte presenza di comunità africane e asiatiche che alimentano una scena gastronomica variopinta, comprendente ristoranti libanesi, cinesi di nuova generazione, messicani e peruviani. Sushi rimane il leader indiscusso, seguito da un boom del poke (+117% negli ultimi cinque anni), mentre cucina messicana e mediorientale guadagnano terreno grazie a un uso equilibrato di spezie.
Tre fattori principali hanno accelerato questa tendenza: la diffusione capillare delle app di food delivery che porta piatti internazionali direttamente a casa; la maggiore propensione al viaggio, che ha ampliato la curiosità dei consumatori; e le nuove generazioni, per le quali la cucina straniera è ormai una scelta quotidiana e non più una curiosità occasionale. Tuttavia, regioni come Basilicata, Molise e Valle d’Aosta mostrano ancora una bassa penetrazione di offerte etniche, legata a una più forte radicazione delle ricette tradizionali e a difficoltà logistiche nell’approvvigionamento di ingredienti esotici.




