Il 1° ottobre 2026 è entrata in vigore la prima Giornata internazionale del caffè riconosciuta dalle Nazioni Unite. L’evento è stato celebrato in due capitali italiane: a Roma, nella sede della FAO e a Napoli, al Palazzo dell’Immacolatella, dove si è svolto il II International Coffee Forum. Entrambe le manifestazioni hanno messo al centro la filiera completa, dal coltivatore al consumatore, e hanno offerto occasioni di degustazione, dibattito e riconoscimento per le eccellenze del settore.
Roma ospita la prima Giornata ONU del caffè
La cerimonia di apertura è stata guidata dal direttore generale della FAO, Qu Dongyu, e ha ruotato attorno al tema Celebrating Coffee, Honouring the People Behind Every Cup. Durante la giornata sono stati allestiti stand di Brasile, Repubblica Dominicana e Colombia, dove i partecipanti hanno potuto assaggiare miscele tipiche e osservare le tecniche di preparazione tipiche di ciascun paese. La Coffee Tasting Experience ha offerto una panoramica sensoriale della produzione, mentre nei laboratori FAO MuNe e FoodS Lab sono stati organizzati percorsi culturali sulle diverse tradizioni di consumo.
Il valore globale del caffè
Secondo i dati FAO, il caffè è una delle materie prime agricole più commercializzate al mondo, generando più di 200 miliardi di dollari di fatturato annuale e impiegando circa 25 milioni di agricoltori. La giornata è stata inoltre concepita per ricordare l’inizio tradizionale dell’anno del caffè nelle regioni produttrici, coincidente con il periodo di raccolta.
Napoli dà vita al II International Coffee Forum
All’apertura del Forum, la presidente dominicana di ADOMUCA, Maria Ysabel Balbuena, ha sottolineato il ruolo cruciale delle donne nella filiera. Balbuena ha raccontato come, da più di trent’anni, la sua associazione lotta per garantire a coltivatrici terre, reddito e voce nelle decisioni, evidenziando la resilienza delle donne di fronte a eventi climatici estremi. Il discorso ha introdotto anche il primo ICF Award 2026 dedicato alla memoria di Ferdinando Percuoco, fondatore di Caffè Moreno.
Bar, qualità e nuovi concept
Il panel guidato da Fabio Russo ha coinvolto esperti come Enrico Vergnano (Caffè Vergnano), Vittoria Percuoco (Caffè Moreno) e Alessandro Borea (Istituto Espresso Italiano). Borea ha presentato lo studio Il Bar Ideale evidenziando che la qualità della tazza è valutata insieme a ambiente, servizio e relazione. Il 60% dei baristi intervistati ha indicato affidabilità delle attrezzature e personalizzazione come pilastri del servizio, mentre il 53% ha sottolineato l’importanza di eventi di degustazione. Secondo il report, il 68% dei consumatori rimane fedele al gusto, ma la scelta è influenzata anche da atmosfera, fiducia nel marchio e competenza del barista.
Il mercato italiano del caffè tra rincari e opportunità
Nel 2025 l’importazione di caffè verde ha raggiunto 5,72 €/kg, con un aumento del 47% rispetto all’anno precedente. Nonostante la diminuzione del volume importato dell’1,7%, il valore delle importazioni è salito del 40,3%, a 4,035 milioni di euro. I consumi pro capite sono rimasti quasi stabili intorno ai 5,6 kg, ma la spesa media per famiglia è passata a quasi 82 € all’anno, a causa dei prezzi più alti.
Export, vendita al dettaglio e fuori casa
L’Italia è il secondo esportatore di caffè dell’UE, con 357,4 milioni di kg e un valore in crescita del 25%. Le vendite di caffè tostato negli Stati Uniti sono aumentate del 26,9% grazie all’esenzione dei dazi dal novembre 2025. Nel grande consumo, la grande distribuzione ha registrato un fatturato di 2,314 milioni di euro (+23,6% a valore) con un prezzo medio di 19,1 €/kg. Al bar, il costo medio della tazzina è di 1,29 € (↑24,2% rispetto al 2021), mentre il segmento Ho.Re.Ca. ha visto un incremento di 9,4% del valore delle vendite. Parallelamente, nel 2025 hanno chiuso 39 torrefazioni, il numero più alto mai registrato.




