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29 Settembre 2026

Gusto e tradizione: Terra Madre Torino e cucina cinese a Prato

Terra Madre 2026 a Torino batte il record di partecipazione, mentre a Prato il food tour di Chef Kumalé porta la tradizione cinese a tavola. Scopri i numeri, gli chef e i piatti.

Gusto e tradizione: Terra Madre Torino e cucina cinese a Prato

Nel fine settimana del 27-28 settembre 2026 Torino ha ospitato l’edizione più partecipata di Terra Madre il Salone del Gusto di Slow Food. Oltre 1 500 delegati provenienti da 120 Paesi si sono riuniti nella città sabauda per celebrare la biodiversità alimentare, affiancati da più di 700 studenti impegnati in laboratori di educazione alimentare e da 400 buyer internazionali. L’evento, promosso dall’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, ha registrato un pubblico record, facendo di Torino il fulcro mondiale della gastronomia sostenibile per quei due giorni.

Terra Madre 2026 a Torino: cifre record e protagonisti

L’assessore Marco Gallo, presente nella postazione Podcast Live Zipnews, ha sottolineato l’enorme afflusso di visitatori, affermando che l’interesse per i prodotti locali è cresciuto in modo esponenziale rispetto alle edizioni precedenti. Tra gli chef invitati, spicca Andrea Serale vincitore del titolo mondiale di cucina in Galles, che ha presentato un menù sperimentale mescolando ricette tradizionali piemontesi con tecniche contemporanee. Il piatto forte è stato il “raviolo ai 40 tuorli”, accompagnato da uno zabaione aromatizzato al tartufo, dimostrando come la cucina piemontese possa reinventarsi senza perdere la sua identità.

Il menù di Andrea Serale: tradizione in chiave globale

Serale ha spiegato che il suo approccio si basa su una ricerca rigorosa delle origini dei piatti, per poi reinterpretarli con ingredienti locali di alta qualità. Oltre ai ravioli, ha presentato un risotto al formaggio Castelmagno e una selezione di formaggi della Val d’Aosta, tutti accompagnati da vini autoctoni. Il pubblico ha apprezzato la capacità dello chef di mantenere una coerenza sensoriale tra gli aromi tradizionali e le innovazioni tecniche, dimostrando che l’eccellenza gastronomica è frutto di ricerca e di radicamento territoriale.

Food tour nella Chinatown di Prato: la mattina in bacchette

Il giorno successivo alla chiusura di Terra Madre Prato ha ospitato il primo food tour guidato dal giornalista gastronomico Vittorio Castellani, meglio noto come Chef Kumalé. In compagnia di Jia Bojie, gestore del ristorante Xiang Man Lou, il gruppo ha percorso la Chinatown locale, raccogliendo più di 20 partecipanti diversi: residenti di Prato, turisti provenienti da ferrovie vicine e appassionati di cultura cinese. Tra gli ospiti istituzionali, il vicesindaco Diego Blasi (immigrazione) e l’assessora al turismo Benedetta Squittieri hanno mostrato interesse per una possibile collaborazione durante il Capodanno cinese.

I sapori della colazione cinese

Il percorso ha avuto inizio con lo Youtiao una lungo bastoncino di pane fritto da intingere nel latte di soia, seguito da Jian dui palline di sesamo ripiene di fagioli rossi. Sono stati serviti anche i Popiah crespelle sottili farcite con germogli e carne, e i famosi Xiao Long Bao piccoli ravioli che rilasciano un brodo aromatico al primo morso. A chiudere il giro, i Baozi cotti al vapore di bambù hanno offerto un gusto delicato e avvolgente. Ogni piatto è stato accompagnato da racconti sulla simbologia delle forme, come la mezzaluna dei ravioli, tradizionalmente legata al sollievo del mal d’orecchie.

Entrambi gli eventi, seppur diversi per contesto geografico, hanno dimostrato come la gastronomia possa fungere da ponte culturale. Da Torino, con i numeri record di Terra Madre a Prato, dove la cucina cinese è stata portata in primo piano da un tour esperienziale, la passione per il cibo continua a creare occasioni di incontro, dibattito e scoperta.

Autore

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.