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24 Settembre 2026

Biodiversity – Be Diversity: oltre mille eventi al cuore di Torino

Terra Madre 2026 trasforma Torino in una festa della biodiversità con più di mille eventi e ospiti d’onore.

Biodiversity – Be Diversity: oltre mille eventi al cuore di Torino

Dal 24 al 27 settembre la città piemontese ospita la sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, un appuntamento internazionale che celebra i 40 anni di Slow Food e, per la prima volta, si svolge senza la guida del suo fondatore, Carlo Petrini. Il motto “Biodiversity – Be Diversity” sintetizza l’obiettivo della manifestazione: far comprendere a tutti i visitatori l’importanza della biodiversità in tutti i suoi aspetti – naturale, agricolo, gastronomico, culturale e sociale.

Un programma colossale: numeri e protagonisti

Il programma conta più di 1.000 appuntamenti distribuiti nei quattro giorni di evento. Il Mercato di Terra Madre riunisce oltre 600 espositori che vanno da piccoli produttori artigianali a birrifici e street food, di cui 40 provenienti dall’estero. Tra le novità, 130 Presìdi Slow Food, di cui 12 debutta in Italia, rappresentano la frontiera della tutela territoriale dei prodotti tipici.

Laboratori, tavole e dibattiti

Nel cuore del festival si susseguono 65 Laboratori del Gusto60 appuntamenti a tavola dove chef, agricoltori e ricercatori condividono ricette e storie, e circa 400 incontri organizzati da partner istituzionali, regionali e università. L’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo propone 30 sessioni scientifiche mentre le Coalitionsvino, caffè, cacao e sidro – offrono degustazioni guidate. La slow wine coalition presenta più di 300 etichette italiane nella Banca del Vino.

Torino protagonista: itinerari pedonali e nuovi spazi

Il percorso del Salone si snoda lungo il cuore storico della città: via Roma diventa pedonale e ospita gli stand regionali, mentre le piazze CastelloSan CarloSan Carlo e Vittorio Veneto si trasformano in grandi palchi per presentazioni e spettacoli. Il “salotto buono” porta gli agricoltori custoditi dalla biodiversità direttamente nel centro urbano, creando un ponte tra produzione rurale e consumo cittadino.

Il discorso d’apertura

La cerimonia d’inaugurazione ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella simbolo dell’impegno istituzionale verso la cultura del cibo sostenibile. Il saluto ha rimarcato la necessità di un dialogo continuo tra chi produce e chi consuma, superando barriere legali ma non quelle della conoscenza.

Mobilità e logistica: Torino chiusa per il Salone

Per accogliere il flusso di circa 1.500 delegati provenienti da 120 Paesi la municipalità ha adottato una ampia zona a traffico limitato. Le vie Piazza CastelloPiazza Vittorio Veneto e Via Po rimangono chiuse al traffico private dalle 7:30 alle 22:00, mentre le aree limitrofe ricordano ai conducenti di utilizzare i percorsi esterni – Corso Regina Margherita, Corso San Maurizio e Corso Galileo Ferraris – per accedere al centro.

Parcheggi e trasporti pubblici

I parcheggi sotterranei di Roma-San Carlo-Castello e Vittorio Veneto sono temporaneamente non operativi; gli automobilisti sono invitati a ricorrere ai parcheggi intermodali collegati alla metropolitana. La GTT ha prolungato il servizio della metropolitana fino all’1 di notte e potenziato le linee di tram e autobus, con modifiche temporanee per le linee 6, 7, 13, 15, 16, 24, 30, 53, 55, 56, 61, 70 e le linee Star.

Queste scelte logistiche incoraggiano i visitatori a spostarsi a piedi o in bicicletta, trasformando Torino in un vero e proprio palcoscenico pedonale per la cultura alimentare.

Un patrimonio da difendere: il ruolo delle reti tematiche

Le reti Slow GrainsSlow MaisSlow BeansSlow Rice e Slow Olive offrono spazi dedicati alla condivisione di pratiche agricole sostenibili e alla valorizzazione delle varietà locali. Nella sezione “Terre Alte” la rete dei castanicoltori racconta la tradizione della castagna italiana, mentre “Nutrire le città del mondo” esplora le food policies urbane per rendere le metropoli più resilienti.

Autore

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.