Il Consiglio regionale della Campania ha avviato una discussione che ha messo al centro la tutela dell’identità architettonica e commerciale dei centri storici. Una proposta di legge, presentata dal gruppo di maggioranza, contiene all’articolo 4 e 5 il divieto di inaugurare nuove attività commerciali che distribuiscono calamite o che gestiscono kebab all’interno delle zone più antiche della regione. I promotori sostengono che tali esercizi, per il loro carattere spesso standardizzato, rischiano di cancellare la peculiarità delle vie d’arte, creando un’omogeneizzazione del tessuto urbano.
Il disegno di legge richiama esplicitamente l’articolo 9 della Costituzione, il Codice dei beni culturali e il ruolo dei Comuni nella pianificazione urbanistica. Si prevede, inoltre, l’utilizzo di vincoli paesaggistici per rafforzare il controllo delle nuove aperture, lasciando ai magistrati locali la facoltà di valutare l’idoneità di ciascuna iniziativa. Il dibattito politico ha raccolto le critiche di Gennaro Sangiuliano, capogruppo dell’opposizione, che ha avvertito su possibili effetti collaterali sul commercio locale, ma ha anche riconosciuto la necessità di salvaguardare il valore storico dei centri.
La proposta di legge contro kebab e calamite nei centri storici
Il provvedimento prevede, oltre al divieto di nuove aperture, la possibilità per i comuni di richiedere la chiusura di attività già esistenti che non rispettino i criteri di tutela del patrimonio. La normativa si fonda sulla considerazione che i kebab rappresentino una forma di cibo etnico molto diffusa ma spesso associata a spazi commerciali a bassa soglia, mentre le calamite sono viste come gadget di scarso valore culturale. Secondo i relatanti, la misura dovrebbe contrastare la proliferazione di esercizi che, seppur legali, alterano l’equilibrio economico dei negozi tradizionali e artigianali.
Violenza a Montebelluna: l’aggressione al kebab “On Fire”
Nel cuore della notte del 13 agosto, alle ore 03.00, un cliente di circa trent’anni, di origine marocchina, è entrato nel locale “On Fire” sito in piazza Jean Monnet. Apparentemente ubriaco, al rifiuto di vendere il kebab richiesto, ha estratto un coltello e ha colpito i due titolari, cittadini pakistani di 21 e 23 anni. Le ferite, una al torace e una al volto, sono state valutate come guaribili in quattordici-quindici giorni. Durante l’aggressione, l’autore si è appropriato dei portafogli dei proprietari, configurando inoltre un episodio di rapina con uso di arma.
Procedimento giudiziario
Il mattino del 12 settembre, le forze dell’ordine hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, trasferendo il sospettato al carcere di Treviso. La misura è stata disposta dal Gip del Tribunale di Treviso, a seguito di indagini che hanno già evidenziato precedenti penali del soggetto, tra cui rapina e porto di armi. Il caso è attualmente nella fase delle indagini preliminari; la presunzione di innocenza resta valida fino a una definitiva sentenza di condanna. La vicenda ha riacceso il dibattito sul ruolo dei locali di cucina etnica nella vita notturna delle città italiane.




