Un uomo ha aggredito il locale On Fire in piazza Jean Monnet a Montebelluna nella notte del 13 agosto, e il caso ha portato a misure cautelari eseguite il 12 settembre dalla magistratura; parallelamente il Consiglio regionale della Campania ha avviato la discussione su una proposta di legge che limita l’apertura di esercizi che vendono kebab e calamite nei centri storici. Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2026.
Perché i fatti sono al centro del dibattito
L’aggressione nel locale ha riacceso il tema della sicurezza urbana e la proposta di legge in Campania ha spostato l’attenzione sulle politiche di tutela del patrimonio. Il caso unisce due piani: l’ordine pubblico di Montebelluna e l’intervento normativo regionale che richiama l’articolo 9 della Costituzione e il Codice dei beni culturali. Le conseguenze giudiziarie e politiche si stanno sviluppando in parallelo e hanno suscitato reazioni politiche e istituzionali.
Dettagli sull’aggressione e sul procedimento giudiziario a Montebelluna
La notte del 13 agosto, intorno alle 03.00 un cliente di circa trent’anni, di origine marocchina, è entrato nel kebab On Fire situato in piazza Jean Monnet a Montebelluna e, alla richiesta di cibo negata dal personale, ha estratto un coltello e ha ferito i due titolari pakistani, rispettivamente di 21 e 23 anni. Le lesioni, una al torace e una al volto, sono state valutate guaribili in circa 14–15 giorni, con un impatto anche sul piano psicologico delle vittime.
Durante l’aggressione il sospettato si è impossessato dei portafogli dei proprietari, configurando elementi di rapina con uso di arma. Le forze dell’ordine locali hanno raccolto elementi investigativi che hanno portato, il mattino del 12 settembre, all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip del Tribunale di Treviso. L’indagato è stato trasferito al carcere locale, dove è rimasto a disposizione della magistratura per le indagini preliminari.
Contenuti e argomentazioni della proposta di legge in Campania
Il testo discusso dal Consiglio regionale della Campania propone, agli articoli 4 e 5, il divieto di aprire nuove attività commerciali che distribuiscono calamite o che gestiscono kebab all’interno delle zone più antiche della regione. I promotori hanno motivato la norma con la tutela dell’identità architettonica e commerciale dei centri storici, sostenendo che alcune attività standardizzate rischiano di provocare un’omogeneizzazione del tessuto urbano e una perdita del valore storico dei luoghi.
La proposta prevede inoltre la possibilità per i Comuni di imporre vincoli paesaggistici e di richiedere la chiusura di attività già esistenti che non rispettino i criteri di tutela del patrimonio. Il provvedimento richiama l’art. 9 della Costituzione e norme del Codice dei beni culturali e lascia margini di valutazione ai magistrati locali in materia di idoneità delle iniziative commerciali.
Reazioni politiche e implicazioni economiche
La proposta ha raccolto critiche e appoggi in Regione: tra i firmatari figurano esponenti che hanno espresso la necessità di difendere l’artigianato e il commercio tradizionale, mentre altri hanno avvertito sui possibili effetti negativi per il commercio locale e l’offerta turistica. Tra le voci in campo è emerso il nome di Gennaro Sangiuliano come critico della misura, che ha evidenziato potenziali ricadute sul tessuto economico.
Il dibattito legislativo in Campania proseguirà nelle prossime settimane e la questione della conciliazione tra tutela del patrimonio e libertà d’impresa rimane aperta. Sul piano giudiziario, il procedimento legato all’aggressione di Montebelluna resta nella fase preliminare con la presunzione di innocenza che permane fino a sentenza definitiva.




