Il 21 ottobre lo stabilimento di Melfi aderirà a una giornata di sciopero nazionale di otto ore indetta dalle organizzazioni sindacali del settore. Le sigle hanno invitato le lavoratrici e i lavoratori a partecipare numerosi alla mobilitazione davanti ai cancelli per esercitare pressione e chiedere un confronto immediato con l’azienda sulle scelte industriali che interessano il gruppo.
La protesta si colloca in coincidenza con il tavolo di crisi convocato dalla Regione Campania e vuole sottolineare che decisioni che incidono sulla vita delle persone non possono essere prese in via unilaterale. Dal presidio di Melfi i sindacati attendono un segnale netto: rispetto per il lavoro e per le persone che lo svolgono.
Cessioni di impianti e ricadute su Marcianise, Castelplanio e Altamura
Al centro della vertenza ci sono le ipotesi di cessione di alcune unità produttive: lo stabilimento di Marcianise, la cui vendita sarebbe orientata verso l’acquirente Liguori senza il marchio Voiello, e i mulini di Castelplanio e Altamura, con destinazione ipotizzata verso il gruppo Casillo. Questi passaggi industriali sollevano preoccupazioni occupazionali e interrogativi sulle garanzie per i lavoratori interessati.
Richiesta di trasparenza e relazioni sindacali corrette
Le organizzazioni sindacali reclamano da tempo un confronto sulle cessioni e sulle loro conseguenze: chiedono trasparenza impegni scritti e la tutela del personale che ha contribuito al successo produttivo. La mancata risposta alle richieste di incontro è stata giudicata inaccettabile e ha fatto crescere la tensione, spingendo verso l’azione collettiva.
Le ragioni della mobilitazione e gli obiettivi sindacali
Lo sciopero di otto ore del 21 ottobre è pensato come una prima risposta unitaria. Le sigle sindacali chiedono che l’azienda sospenda qualsiasi decisione che comporti trasferimenti o cessioni senza un preventivo e corretto confronto con le rappresentanze dei lavoratori. Il messaggio è che dietro ogni posto di lavoro ci sono famiglie e progetti di vita che vanno rispettati.
La mobilitazione a Melfi vuole inoltre esprimere solidarietà ai lavoratori di Marcianise, Castelplanio e Altamura, ritenuti coinvolti da scelte che possono diventare un precedente per l’intero gruppo. I sindacati sottolineano che la gestione delle cessioni senza adeguato coinvolgimento sindacale rappresenta un problema che riguarda tutti gli stabilimenti.
Piani di agitazione più ampi e prossime iniziative
Oltre alle otto ore del 21 ottobre, è stato annunciato un ulteriore pacchetto di agitazioni che prevede complessivamente sedici ore di sciopero in tutto il gruppo. Le organizzazioni mantengono lo stato di agitazione attivo e chiedono che la mobilitazione porti velocemente all’apertura di un tavolo negoziale con l’azienda, per discutere le prospettive industriali e le tutele occupazionali concrete.
La chiamata alle lavoratrici e ai lavoratori di Melfi è accompagnata da un invito esplicito alla partecipazione davanti ai cancelli: la presenza fisica deve tradursi in capacità di incidere sulle decisioni e nel rilancio del dialogo sindacale. Le sigle ribadiscono che la reputazione aziendale si misura anche nella capacità di prendersi responsabilità verso le famiglie dei dipendenti.
Messaggi chiave e appello finale delle organizzazioni
Le organizzazioni sindacali hanno sintetizzato la loro posizione in tre punti chiave: bocciare le decisioni unilaterali, ottenere garanzie per l’occupazione e aprire un confronto trasparente con il gruppo. Il motivo alla base è semplice e concreto: il valore del lavoro non è intercambiabile con gli impianti e le procedure di cessione devono prevedere tutele reali per le persone coinvolte.
La data del 21 ottobre è Da Melfi le organizzazioni sindacali intendono portare avanti la rivendicazione con determinazione, chiedendo all’azienda di assumersi le proprie responsabilità e di sedersi a un tavolo con proposte chiare e impegni verificabili.
La mobilitazione è stata spiegata come una scelta necessaria per proteggere diritti, condizioni di lavoro e prospettive occupazionali: la speranza espressa dalle sigle è che il confronto avvenga presto e che la vertenza trovi soluzioni che tutelino le persone e il futuro produttivo degli stabilimenti interessati.



