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24 Settembre 2026

Salone del Gusto 2026: Torino diventa il palcoscenico del cibo

Terra Madre 2026 trasforma le strade torinesi in un grande mercato del gusto, con più di 600 produttori, mille appuntamenti e un omaggio a Carlo Petrini.

Salone del Gusto 2026: Torino diventa il palcoscenico del cibo

La sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto esce dal contesto fieristico per approdare direttamente nel cuore di Torino. Chi arriva in treno alla stazione di Porta Nuova può, senza alcuna navetta, immergersi subito in un percorso pedonale che parte dai Giardini Sambuy in piazza Carlo Felice e si snoda lungo via Roma, attraversando piazza San Carlo, piazza Castello e L’intera manifestazione diventa così una camminata tematica dove produttori, chef, vignaioli e ricercatori sono sparsi lungo i principali punti della città.

Itinerario urbano: da piazza Carlo Felice a piazza Vittorio Veneto

Il nuovo tracciato si concentra su una direttrice verticale che collega i luoghi più iconici del centro storico. In piazza Castello si raduna il Mercato internazionale con stand che rappresentano dall’Azerbaigian alle Filippine, passando per Giappone, Turchia e molte altre nazioni. La zona ospita anche gli uffici delle reti Slow Food e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Proseguendo verso piazza San Carlo, il visitatore trova l’enoteca della Slow Wine Coalition, con più di 300 etichette di vini sostenibili, e le Gallerie d’Italia, teatro del programma culturale dedicato ai quarant’anni di Slow Food. Il percorso continua verso piazza Carlo Alberto, dove si concentrano le discussioni sulle politiche alimentari urbane, fino a culminare in piazza Vittorio Veneto, un altro grande polo espositivo.

Programma, numeri e partecipanti

Il calendario ufficiale conta quasi mille appuntamenti tra cui 200 conferenze, 65 Laboratori del Gusto e più di 60 “Appuntamenti a Tavola”. Il Mercato accoglie oltre 600 produttori, artigiani, birrifici e realtà di street food, con quarant’unità provenienti dall’estero. Tra i presenti vi sono più di 130 Presìdi Slow Food dodici dei quali debuttano in Italia. Parallelamente, la rete Terra Madre riporta circa 1 500 delegati da 120 paesi. L’ingresso è gratuito, ma alcune esperienze (laboratori, degustazioni guidate) richiedono prenotazione e pagamento di un biglietto. Il programma è suddiviso tra attività ufficiali, proposte dell’Università di Scienze Gastronomiche e Terra Madre Off un circuito di eventi organizzati da regioni, istituzioni e partner locali.

Conferenze, laboratori e omaggio a Carlo Petrini

Oltre alla parte commerciale, la manifestazione permette di approfondire tematiche di ricerca, sostenibilità e politica alimentare. Lo Spazio dell’Università di Scienze Gastronomiche in piazza Castello ospita dibattiti che vanno dalla persistenza della dieta mediterranea alle iniziative contro lo spreco alimentare del Pollenzo Food Lab. Il laboratorio mobile consente ai visitatori di sperimentare strumenti di analisi sensoriale e di contribuire al RELISH Living Cookbook un archivio collettivo di ricette e memorie familiari.

Omaggio a Carlo Petrini

La quarta edizione, la prima dopo la scomparsa di Carlo Petrini è dedicata al suo pensiero. La Galleria d’Italia ospita la mostra “Quaranta anni, quaranta voci”, che ricostruisce la storia di Slow Food attraverso testimonianze di agricoltori, chef, politici e mandanti reali. Il venerdì 25 settembre, Massimo Montanari e chef dell’Alleanza Slow Food discutono delle radici dell’alimentazione sostenibile, mentre il sabato 26 il giornalista Mario Calabresi narra le storie di 40 protagonisti del movimento. La domenica, Lella Costa e Moni Ovadia approfondiscono i temi di “buono, pulito e giusto”, in linea con le idee di Petrini sulla giustizia alimentare.

Laboratori del Gusto e ricerca universitaria

Tra i laboratori più attesi, quello sulla fermentazione presenta l’innovativo kimchi italiano di Maison Fermentée (Veneto) e il progetto Bue di Montagna del Trentino, un tentativo di recuperare razze bovine autoctone. Al Museo del Risorgimento, esperti esplorano la connessione tra agricoltura urbana e diritto all’alimentazione, mentre il percorso Slow Bees in piazza Carlo Felice mette al centro api, impollinatori e biodiversità. In più, una partnership tra l’Università di Scienze Gastronomiche, CNH e xFarm presenta risultati su prati stabili, evidenziando il ruolo degli impollinatori nella resilienza degli agroecosistemi.

Un viaggio gastronomico attraverso l’Italia

Il Mercato di Terra Madre, organizzato per aree regionali, trasforma Torino in una vera e propria girandola di sapori italiani. Dalla genepì valdostana al farro della Garfagnana, dal genepy da coltivare in casa alle specialità fermentate del Veneto, i visitatori possono percorrere la penisola senza uscire dal centro cittadino. Le regioni partecipanti sono supportate da enti come Trentino Sviluppo, Regione Veneto e Promo Turismo FVG, che allestiscono spazi istituzionali per valorizzare le eccellenze locali. Questo approccio non solo celebra la biodiversità agroalimentare, ma rafforza anche il legame tra territorio, produttori e consumatori, in sintonia con la missione di Slow Food di proteggere i sapori tradizionali.

Autore

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.