Venezia è una città che vive di contraddizioni e bellezze uniche, e la sua cucina non fa eccezione. Qui, il cibo non è solo sostentamento, ma un’esperienza che si fonde con l’ambiente circostante, l’acqua della laguna, la storia e l’atmosfera unica della città. Al Gritti Palace questo concetto diventa un’arte, un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione.
Nel luglio 2026, Alberto Fol dopo una lunga carriera nei più prestigiosi alberghi della città, ha preso le redini della cucina del Club del Doge. Il suo approccio non è rivoluzionario, ma piuttosto un’opera di raffinamento e messa a fuoco. La laguna entra nei piatti con una precisione che evita sia la nostalgia che l’estetica da cartolina, creando un’esperienza culinaria autentica e contemporanea.
L’arte di Alberto Fol: tradizione e innovazione
Fol non cerca di reinterpretare Venezia, ma di restituirle una misura contemporanea. I classici vengono alleggeriti senza perdere profondità, le cotture diventano più nitide e i contrasti più leggibili. Il risultato è una cucina che si concede qualche deviazione, ma senza mai smarrire il proprio centro di gravità: il prodotto, prima di tutto, e una tecnica che non cerca applausi.
Il pesce, in particolare, è trattato con una precisione quasi calligrafica: cotture brevi, sapidità controllata, leggerezza. La laguna entra nei piatti come struttura: brodi essenziali, fondi netti, vegetali che dialogano senza sovrapporsi. Anche quando la cucina si concede qualche apertura, lo fa con misura, senza incrinare l’equilibrio complessivo.
Il menù degustazione: un viaggio nel Veneto
A cena, il Club del Doge propone il menù degustazione L’Essenza dello Chef che attinge al personale bagaglio geografico e culinario di Fol. Sette portate per sette tappe in cui Fol porta nel piatto tutto il Veneto, dalla montagna alla laguna. Tra le specialità, Carpaccio di vitello, zucchine, salsa ai ricci e tartara; Crudo di ricciola con leche de tigre, radici di prezzemolo fermentate e levistico di montagna; Risotto alla Hemingway; Capesante BBQ con beurre blanc e rapette; Wagyu alla brace con patata montata; Crème Brûlée con caviale di limone nero; Gritti tiramisù.
Come extra, è possibile richiedere la variazione di Pomodoro dall’orto, un progetto gastronomico nato grazie alla collaborazione tra The Gritti Palace e Venice Gardens Foundation, legata alla conservazione dell’Orto Giardino della Chiesa del Redentore. Questo progetto permette alle cucine dell’hotel di approvvigionarsi di vegetali e materie prime in arrivo da lotti selezionati.
Venezia e la sua offerta gastronomica
Il Gritti Palace non si limita a ospitare: è un dispositivo narrativo perfettamente oliato. Nato come palazzo gotico nel Quattrocento, residenza del doge Andrea Gritti, poi rifugio di aristocratici, scrittori e viaggiatori, conserva ancora oggi la qualità rara di luogo vissuto. Un restauro filologico nel 2013 ha riportato le camere – damaschi Rubelli, specchi girandole, vetri di Murano – all’antica sontuosa identità.
Oggi a guidarlo con sguardo aperto alle nuove frontiere dell’ospitalità di lusso è Giovanni Cellerino, un passato di lunghe esperienze nei migliori hotel del mondo e una non scontata incursione nella moda di altissimo livello. Il tocco contemporaneo è sulla terrazza della Riva Lounge, mentre la storia parla nell’alcova raffinata del Bar Longhi, con i suoi cocktail impeccabili e un soufflé che, da solo, giustificherebbe la sosta.
Ma non si può parlare dell’offerta gastronomica senza ricordare dove siamo. Venezia è una città che vive di tradizione e innovazione, e la sua cucina riflette perfettamente questa dualità. Dai cicchetti ai piatti raffinati, ogni esperienza culinaria è un viaggio nella cultura e nella storia della Serenissima.
