Il 14 settembre il Ministero dell’Agricoltura ha accolto la presentazione della nuova opera “Viaggio nelle Mielerie Aperte”. Il volume nasce dall’esigenza di far conoscere al grande pubblico non solo il vasetto di miele ma l’intero ecosistema apistico api, alveare, apicoltori e territorio. Il progetto, avviato nel 2024, ha già costruito una rete di oltre 200 aziende distribuite in 18 regioni italiane e organizza due giornate nazionali, a maggio e a novembre, durante le quali le porte delle apiarie sono spalancate per i visitatori.
Obiettivi e contenuti della guida “Viaggio nelle Mielerie Aperte”
Secondo Alessandra Giovannini, coordinatrice nazionale di Mielerie Aperte e specialista di analisi sensoriale, la guida vuole aprire un immaginario sul mondo delle api prima ancora di una visita sul campo. Il linguaggio è divulgativo, adatto a chi non ha conoscenze specifiche di apicoltura. Si parte dalla struttura dell’alveare, passando per gli attrezzi dell’apicoltore, per arrivare al ruolo della apicoltura nella biodiversità e nell’impollinazione. Un capitolo intero è dedicato al miele distinguendo tra varietà uniflorali e millefiori, spiegando come assaggiarlo, conservarlo e usarlo in cucina in modo creativo. Vengono poi illustrati gli altri prodotti dell’alveare – cera, pappa reale, polline, propoli e veleno – con le loro applicazioni in cosmetica, nutrizione e medicina.
Come organizzare una visita
La sezione pratica elenca, regione per regione, i contatti delle aziende aderenti, gli orari di apertura e le modalità per prenotare. Un breve dizionario aiuta il lettore a decifrare le etichette e a comprendere termini come “cristallizzazione” o “fermentazione”. Il volume, sostenuto da UNA·API dal Ministero e dall’Unione Europea, è un vero strumento di mediazione tra produttori e consumatori.
Perché il miele è quasi inesauribile e come conservarlo al meglio
Il miele è uno degli alimenti più longevi al mondo: le tombe egizie hanno restituito miele di 4.000 anni ancora commestibile. Questa straordinaria durata è dovuta a tre fattori chiave: bassa umidità (circa 80% di zuccheri, 17% di acqua), alta acidità (pH 3,2-4,5) e la presenza di enzimi come la glucosio ossidasi che genera perossido di idrogeno, un potente antimicrobico. Nonostante ciò, le normative UE impongono di indicare un Termine Minimo di Conservazione (TMC), solitamente “da consumarsi preferibilmente entro 2-3 anni”. Dopo tale data il miele resta sicuro, ma può perdere aromi volatili, subire un leggero decadimento di vitamine e scurirsi.
Segnali di deterioramento e trucchi per il recupero
Un odore pungente o alcolico e la formazione di schiuma indicano una fermentazione indesiderata. Al contrario, la cristallizzazione è normale: basta scaldare il vaso a bagnomaria, senza superare i 40 °C, per ripristinare la fluidità. Per mantenere intatte le proprietà, è consigliato conservare il miele in contenitori di vetro, al riparo dalla luce, a temperature tra 15 °C e 20 °C, evitando il frigorifero e contaminazioni da utensili sporchi.
Piccoli apicoltori, mercato e futuro della PAC
La revisione della Politica Agricola Comune (PAC) ha riacceso il dibattito sul sostegno all’apicoltura. FAI, Miele in Cooperativa e UNA·API hanno chiesto al Masaf un aiuto accoppiato al reddito per le aziende apistiche, denunciando sfide legate a cambiamenti climatici, perdita di habitat, monocolture, pesticidi e la concorrenza di miele contraffatto a basso costo proveniente da paesi extra-UE. Oltre alle grandi aziende, il settore include una parte molto più numerosa di piccoli apicoltori: nel 2023 il 74 % degli apicoltori registrati nella Banca Dati Nazionale Apistica gestiva poche colonie per autoconsumo.
Il valore dei piccoli alveari
Pur producendo quantitativi limitati, questi apicoltori svolgono una funzione fondamentale di impollinazione e conservazione della biodiversità locale. Le loro api, soprattutto se gestite in modalità biologica operano in zone con flora spontanea entro 3 km, senza l’uso di pesticidi, contribuendo alla resilienza degli ecosistemi. Riconoscere il loro ruolo è cruciale per una PAC che favorisca sia la sostenibilità ambientale sia la sopravvivenza economica degli apicoltori.
Consumatori informati, apicoltori appassionati e istituzioni consapevoli formano il trio vincente per preservare questo prezioso patrimonio naturale.




