Il semplice atto di sedersi a tavola è molto più di una routine quotidiana: è un crocevia dove si mescolano cultura, identità e innovazione. Quando oggetti, rituali e narrazioni si intrecciano, il pasto diventa un potente strumento di lettura storica e contemporanea. Questo è il filo conduttore di due importanti esposizioni italiane, che mettono in luce il ruolo della tavola come agente di scambio tra Oriente e Occidente, e al contempo analizzano la posizione della pasta come icona nazionale.
Geografie della Tavola a Venezia: design tra Oriente e Occidente
Nel cuore della Venice Design Week 2026, il Museo d’Arte Orientale di Venezia ospita Geografie della Tavola, un percorso che fonde le collezioni storiche del museo con le creazioni di designer contemporanei. Curata da Marta Boscolo Marchi e Lisa Balasso, la mostra offre una visione di come forme, materiali e tradizioni si trasformino in nuovi linguaggi progettuali. Tra le proposte più significative, la collezione “Dynasty” di Yen Qin (Luzerne) utilizza vetro e ceramica per evocare la tradizione cinese Peranakan, mentre il collettivo giapponese Triptych combina lacca tradizionale di Tsutsumi Urushi con l’efficienza del design moderno. Altri protagonisti, come la Slowly Rising Collection di Tickle Quo, invitano a riscoprire il legame tra natura e oggetti quotidiani.
Il dialogo tra artefatti storici e creazioni contemporanee
Le sale del museo mostrano anche porcellane, tazze per il tè e set per il sakè provenienti da secoli di produzione orientale. Questi elementi, posizionati accanto a vasi di rame placcato in argento di Brigitta B. Horváth, generano un dialogo intergenerazionale che mette in evidenza la continuità tra patrimonio storico e ricerca progettuale. L’esposizione dimostra che il design non è più confinato a un contesto puramente estetico, ma si sta affermando come ponte tra culture diverse, capace di tradurre memoria e identità in oggetti di uso quotidiano.
A Tavola! alla scoperta della cucina del Risorgimento a Torino
Nel Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, la mostra A Tavola! traccia l’evoluzione gastronomica italiana dal Settecento alla Prima Guerra Mondiale. Curata da Ilaria Porciani, l’esposizione raccoglie ricettari, menù illustrati, utensili e fotografie che testimoniano la trasformazione della tavola da arena di diversità regionali a elemento di coesione nazionale. Le influenze francesi, i banchetti aristocratici e le tradizioni contadine sono messe a confronto, mostrando come la cucina abbia facilitato il passaggio da una molteplicità di identità locali a una cultura culinaria unitaria. Il ruolo della pasta emerge con forza: la sua capacità di conservazione, la produzione industriale di Barilla e la diffusione di tecniche moderne segnano un punto di svolta nell’alimentazione di massa.
Il fronte e la tavola: la pasta come collante sociale
Durante la Grande Guerra, le razioni di pasta sono diventate il punto di incontro tra soldati di diverse regioni, contribuendo a una condivisione di abitudini alimentari che ha accelerato l’unificazione culturale. L’esposizione sottolinea come il cibo, e in particolare la pasta, abbia svolto una funzione di costruzione dell’identità anche nei momenti più difficili, dimostrando la potenza simbolica di un semplice piatto.
Pasta italiana: simbolo di identità e risposta al carovita
Un’indagine condotta dall’Unione Italiana Food in occasione del World Pasta Day del 25 ottobre rileva che il 76,2 % degli intervistati associa la pasta al piacere e all’emozione, mentre l’85,2 % la vede come emblema dell’eccellenza del Made in Italy. Oltre al valore affettivo, il 43,4 % ritiene la pasta una risposta concreta al costo della vita, grazie al suo prezzo contenuto e alla versatilità in cucina. Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai Italiani, sottolinea che la pasta è “una questione di appartenenza e di identità nazionale”, confermando il suo ruolo di alleata delle famiglie in tempi di difficoltà economica.
Verso una pasta più innovativa e sostenibile
Il rapporto tra le istituzioni, il mondo agricolo e la ricerca è al centro del manifesto a dieci punti dell’Unione Italiana Food, che punta a valorizzare il grano duro nazionale, a incentivare l’innovazione tecnologica e a rafforzare la competitività sui mercati internazionali. La sfida consiste nel coniugare tradizione e rinnovamento, garantendo che la pasta continui a rappresentare sia un simbolo culturale sia un prodotto accessibile per tutti gli italiani.
Le due mostre italiane dimostrano che la tavola è un laboratorio vivente dove design, storia e cultura gastronomica si fondono, mentre la pasta si conferma come elemento cardine dell’identità nazionale, capace di adattarsi alle esigenze economiche senza perdere il suo valore simbolico.



