Vendita di immobili a un euro nei Comuni del Pasubio per attrarre nuovi residenti

Un progetto dell'Unione montana Pasubio Piccole Dolomiti offre 24 immobili, tra cui un albergo storico, a un euro per incentivare il ritorno di persone e attività: sono arrivate 78 manifestazioni d'interesse e centinaia di richieste informative, anche dall'estero.

L’Unione montana Pasubio Piccole Dolomiti ha lanciato un’iniziativa che mira a contrastare lo spopolamento delle valli vicentine cedendo a un euro edifici in evidente stato di abbandono. Il territorio dell’Unione copre 346 chilometri quadrati e comprende numerosi Comuni dell’area nord della provincia di Vicenza; l’obiettivo dichiarato è restituire funzionalità e vita a immobili che oggi gravano sui proprietari per via di imposte e costi di manutenzione.

Il progetto si inserisce nel quadro del programma nazionale Green Communities e rappresenta la prima esperienza in Veneto che riunisce più Comuni per una vendita coordinata di immobili degradati. La scadenza per le manifestazioni d’interesse era fissata per il 16 aprile e negli uffici dell’Unione sono arrivate 78 proposte formali, con oltre 500 richieste informative preliminari registrate nei mesi precedenti.

Distribuzione degli immobili e motivazioni dei proprietari

Dall’analisi territoriale sono emersi 385 edifici potenzialmente fuori uso, ma solo 24 sono stati inseriti nell’offerta finale per la vendita a un euro. Queste unità sono concentrate in tre Comuni che confinano con il Trentino: Recoaro TermePosina e Valli del Pasubio. La scelta di questi paesi non è casuale: godono di finanziamenti speciali destinati ai territori confinanti che facilitano interventi strutturali di recupero.

Il caso di Recoaro Terme

Recoaro Terme è il Comune che ha messo in vendita il maggior numero di edifici: 20 su 49 mappati. Il sindaco ha spiegato che la combinazione di popolazione anziana e di immobili particolarmente fatiscenti ha spinto molti proprietari ad accettare la cessione piuttosto che affrontare costi insostenibili o cercare di collocarli sul mercato tradizionale. Tra gli immobili offerti figurava anche un albergo storico del centro: un edificio che, se non fosse stato acquistato per la ristrutturazione, sarebbe probabilmente finito demolito.

Risposte e interesse estero

La misura ha suscitato un’attenzione ben oltre i confini locali. Alle 78 proposte pervenute se ne aggiungono altre nove dall’estero e cinque di cittadini non italiani residenti in Italia; le richieste informative hanno superato le 500 e tra i contatti registrati figura anche una cordata di imprenditori stranieri. Questo flusso indica una domanda eterogenea: giovani professionisti interessati al lavoro da remoto, investitori attratti dal recupero turistico e acquirenti stranieri alla ricerca di opportunità.

Esperienze locali: Posina e Valli del Pasubio

A Posina e a Valli del Pasubio, ciascuno con due edifici messi sul mercato, l’iniziativa è stata presentata come un’opportunità per chi cerca un cambio di vita. L’assessora di Posina ha sottolineato come, dopo l’emergenza sanitaria, molte persone abbiano rivalutato l’idea di trasferirsi in aree meno congestionate, accettando però la perdita di alcune comodità. Il sindaco di Valli ha raccontato il caso concreto di un giovane che si è trasferito, lavora in smart working e ha portato nuove energie in un paese di circa 3.000 abitanti, contribuendo allo scambio intergenerazionale con residenti over 65.

Perché molti proprietari hanno rifiutato

Non tutti i Comuni della stessa Unione hanno aderito allo stesso modo: in alcuni territori, come Valdagnogli immobili idonei erano numerosi (70) ma i proprietari hanno preferito non vendere. La spiegazione principale è il diverso grado di fiducia nel mercato immobiliare: i paesi più grandi e meglio collegati alla città di Vicenza mantengono un mercato più attivo, per cui i proprietari sperano ancora in una vendita tradizionale o in una rivalutazione futura degli immobili.

Il presidente dell’Unione ha ammesso che la leva utilizzata per convincere i privati è stata in buona parte fiscale: evidenziare la pressione fiscale sugli immobili inagibili e presentare la vendita come un’opportunità per trasformare un onere in un volano economico per l’intero territorio. L’esperimento resta comunque parziale: la graduatoria finale degli acquirenti non è ancora stata resa pubblica e solo quando sarà completata si saprà chi avrà il compito di ristrutturare e riportare in vita queste proprietà.

Scritto da Edoardo Castellucci

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