Acquistare case a 1 euro in Italia: guida completa 2026

Scopri dove acquistare case a 1 euro in Italia nel 2026, quali sono i borghi coinvolti e cosa devi sapere prima di procedere

Nel 2026, l’iniziativa delle case a 1 euro continua a riscuotere successo in Italia, offrendo un’opportunità unica per chi sogna di acquistare una casa in un borgo storico. Questo progetto, nato per contrastare lo spopolamento dei piccoli centri, ha visto un crescente interesse sia da parte di italiani che di stranieri.

Ma cosa si nasconde dietro questo prezzo simbolico? E quali sono i passaggi necessari per diventare proprietari di una di queste case? Scopriamolo insieme.

I borghi italiani che offrono case a 1 euro

La Sicilia è la regione più attiva, con ben 30 comuni coinvolti. Tra i più noti ci sono Sambuca di SiciliaMussomeliCaltagirone e Gangi. Ma l’iniziativa si è estesa anche ad altre regioni, come la Calabria e la Sardegnacon comuni come OllolaiNulvi e Bonnanaro.

Non solo il Sud: anche il Centro-Nord sta abbracciando questa iniziativa. In AbruzzoLazioMarcheToscanaPiemonteLiguria e Valle d’Aosta ci sono borghi che offrono case a 1 euro. Tra questi, Fabbriche di VergemoliMontieriCantiano e Santo Stefano di Sessanio.

Come funziona l’acquisto di una casa a 1 euro

L’acquisto di una casa a 1 euro non è così semplice come potrebbe sembrare. Il percorso inizia con la manifestazione di interesse al comune di riferimento. Ogni amministrazione ha le sue regole, ma in generale possono partecipare cittadini italiani, stranieri, extra-UE e, in alcuni casi, anche imprese individuali con progetti turistici.

Una volta accettata la proposta, si procede con la compravendita al prezzo simbolico di 1 euro. Tuttavia, ci sono obblighi precisi da rispettare. Tra questi, la presentazione di un progetto di ristrutturazione entro 6 mesi dall’acquisto, l’avvio dei lavori entro 12 mesi dal rilascio dei permessi e il completamento entro 3 anni.

Un altro aspetto importante è la fideiussione bancaria o assicurativache varia tra 1.000 e 5.000 euro e serve come garanzia dell’impegno a recuperare la casa.

I costi reali e gli incentivi disponibili

Il prezzo simbolico di 1 euro è solo l’inizio. Le spese reali includono il rogitoil notaio, l’accatastamento, le volture, le imposte comunali, gli allacci delle utenze e le verifiche tecniche. Per le sole pratiche iniziali, la stima è tra 3.000 e 5.000 euro.

La ristrutturazione è la voce di spesa più significativa. Per un intervento essenziale, si parte da 20.000 a 25.000 euro, ma la cifra può aumentare notevolmente se l’edificio è in cattivo stato. La ristrutturazione energetica è un altro aspetto cruciale, con l’installazione di impianti fotovoltaici, pompe di calore e isolamento termico.

Fortunatamente, ci sono incentivi che possono alleggerire il carico finanziario. Bonus per la ristrutturazione, misure per l’efficientamento energetico e bandi regionali sono solo alcune delle opportunità disponibili. Inoltre, alcuni territori investono nei servizi, rendendo l’operazione meno rischiosa.

Scritto da Edoardo Castellucci

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