Un’analisi comparativa su cento città europee ha riorganizzato la mappa del gusto del continente, mettendo in evidenza un netto predominio italiano. Lo studio, realizzato dal portale Holidu, ha confrontato le destinazioni in base a cinque indicatori pratici legati all’esperienza culinaria: il numero di piatti locali e nazionali rinomati, la disponibilità di food tour il numero di corsi di cucina segnalati su TripAdvisor e la presenza di ristoranti Michelin nella categoria Eat Like A Local oltre ad altri dati quantificabili.
Il risultato è una classifica che pone sul podio tre città italiane: Roma al primo posto, seguita da Venezia e Napoli. Oltre al primato generale, emergono record di singole città che descrivono tipologie diverse di offerta gastronomica, dalla formazione pratica alla varietà di piatti tradizionali.
Perché Roma, Venezia e Napoli occupano il podio
La vetta della graduatoria è stata conquistata da Roma, che spicca per l’ampia offerta formativa: la città registra 302 corsi di cucina disponibili su TripAdvisor e si colloca al terzo posto per numero di food tour attivi, con 112 proposte. Sul piano dei sapori, Roma può vantare 12 piatti locali con valutazione superiore a 4 su Taste Atlas e altri 63 piatti italiani riconosciuti a livello nazionale, a testimonianza di una tradizione gastronomica ampia e diversificata. La Capitale conta inoltre 9 ristoranti nella categoria Eat Like A Local della guida michelin, un segnale della qualità dell’offerta autentica per i visitatori.
Il profilo di Venezia e Napoli
Venezia si distingue per la presenza più alta nello studio di ristoranti Michelin classificati Eat Like A Local 18 locali, il valore più elevato tra tutte le città esaminate. Questo dato, insieme alla centralità dei cicchetti e dei bàcari, descrive una città dove la tradizione di piccoli assaggi e botteghe gastronomiche rimane viva nonostante l’appeal turistico. Napoli, dal canto suo, guida la classifica per specialità locali: 17 piatti locali con rating superiore a 4 su Taste Atlas, tra cui ovviamente le tante varianti della pizza. La città presenta anche 105 corsi di cucina su TripAdvisor e 8 ristoranti Michelin Eat Like A Local.
Presenza italiana nella top 20 e confronto con le altre capitali
Nel complesso l’Italia piazza 9 città nella top 20: oltre al podio, compaiono Bologna, Milano, Firenze, Torino, Genova e Palermo. Questi centri mostrano specializzazioni diverse: Firenze primeggia per il numero di food tour disponibili (129), quasi tre volte la cifra registrata a Barcellona o Londra, e offre 250 corsi di cucina; Milano si distingue per 86 corsi e piatti iconici come il risotto alla Milanese; Bologna è apprezzata per tortellini, ragù e mortadella, mentre Torino consolida la sua reputazione con specialità come la bagna cauda e i tajarin.
Tra le città non italiane, la più alta in classifica è Istanbul, che ottiene il punteggio massimo per piatti nazionalmente rinomati: 70 preparazioni tradizionali come kunefelahmacundöner e shish kebab. Istanbul conta inoltre 64 food tour su TripAdvisor e 10 ristoranti Michelin nella categoria Eat Like A Local superando Parigi su più fronti. Parigi resta comunque nella top 5: guida lo studio per numero di food tour (123) ed è seconda per corsi di cucina (135), ma ha meno locali Michelin nella categoria citata rispetto ad alcune città italiane e ad altre capitali europee.
Altre città citate e indicatori comportamentali dei viaggiatori
Madrid, Budapest e altre capitali europee completano la classifica nelle posizioni di rilievo: Madrid figura tra le prime otto, Budapest sorprende nel centro-est con un’offerta crescente di tour gastronomici e corsi. Tra gli indicatori di domanda, lo studio richiama dati che mostrano come il food tourism sia in crescita: una larga percentuale di viaggiatori mangia di più in vacanza, con una quota significativa che cerca esperienze autentiche e un aumento delle prenotazioni per attività denominate food tour anno su anno.
Nel complesso, la graduatoria riflette non solo la ricchezza delle tradizioni culinarie locali ma anche la capacità delle città di trasformare il cibo in un prodotto esperienziale, attraverso corsi, tour e ristorazione autentica. Il dominio italiano nella top 20 mette in luce sia la varietà regionale sia l’investimento nell’offerta per chi viaggia per motivi gastronomici.
