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19 Settembre 2026

Legge regionale blocca souvenir e kebab nei borghi campani

Un progetto di legge vuole fermare l’ondata di souvenir economici e kebab, restituendo spazio alle botteghe tradizionali nei borghi della Campania.

Legge regionale blocca souvenir e kebab nei borghi campani

Negli ultimi anni i centri storici della Campania hanno assistito a un’accelerata comparsa di esercizi commerciali considerati poco in linea con il patrimonio culturale locale. La presenza massiccia di negozi che vendono calamite a basso costo e di locali di kebab ha sollevato preoccupazioni tra i residenti, gli artigiani e gli operatori del turismo, i quali temono una progressiva erosione dell’identità dei borghi.

Presentazione della proposta da Gennaro Sangiuliano e dai capigruppo di centrodestra

Il capo dell’opposizione regionale, Gennaro Sangiuliano ha introdotto al Consiglio regionale un disegno di legge intitolato “Misure per la tutela dell’identità dei centri storici e delle tradizioni dell’artigianato e del commercio locale”. Accanto a lui hanno firmato i capigruppo del centrodestra: Massimo Pelliccia, Raffaele Maria Pisacane e Sebastiano Odierna. L’obiettivo dichiarato è “blindare” l’anima dei borghi e delle città d’arte campane, limitando l’apertura di attività ritenute dequalificanti e ridondate rispetto alla tradizione artigianale.

Gli articoli 4 e 5: il divieto specifico a souvenir e kebab

Il nucleo della proposta è contenuto negli articoli 4 e 5, che prevedono il divieto di apertura di nuovi esercizi dedicati alla vendita di calamite o di kebab all’interno dei perimetri ad alto valore storico-culturale. Secondo i promotori, questi negozi “violentano” i centri storici, introducendo una “offerta oscura” che non rispetta le radici secolari del commercio locale. La norma punta a fermare questa tendenza, garantendo che gli spazi commerciali siano occupati da botteghe artigiane e da prodotti tipici del territorio.

Riferimenti costituzionali e normativi

Durante la presentazione è stato rimarcato che la tutela dei centri storici è un dovere sancito dall’articolo 9 della Costituzione, dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.Lgs. 42/2004) e dalla competenza dei Comuni in materia di piani urbanistici e vincoli paesaggistici. La proposta invoca la giurisprudenza che definisce il centro storico come “bene culturale urbanistico”, dove la salvaguardia della memoria collettiva deve prevalere su una totale liberalizzazione delle licenze commerciali.

Il modello marchigiano e le prospettive campane

Un precedente utile è rappresentato dalla legge regionale n. 9 delle Marche, entrata in vigore nel luglio 2026, che vieta l’omologazione commerciale nei centri storici e promuove esercizi di vicinato e botteghe artigiane. Sebbene la normativa marchigiana non menzioni specificamente kebab o calamite fornisce un quadro di intervento più generale contro la standardizzazione delle attività commerciali. I promotori della proposta campana intendono replicare questo approccio, ma con una lista più circoscritta di attività da limitare, per impedire che i caratteristici borghi perdano la loro distintività a favore di un’offerta commerciale uniforme.

Il percorso parlamentare e il ruolo dei Comuni

La proposta ora passerà alle commissioni competenti e, successivamente, all’Aula regionale, dove sarà oggetto di discussione tra i vari gruppi parlamentari. I consiglieri Roberto Celano, Lea Romano, Susy Panico e Mimì Minella hanno già espresso il proprio sostegno, evidenziando la necessità di un coordinamento tra normativa statale, regionale e i piani urbanistici comunali. Se approvata, la legge potrà servire da modello per altre regioni interessate a proteggere il proprio patrimonio culturale, ponendo al centro della riflessione il valore intrinseco dei centri storici come patrimonio comune.

Autore

Edoardo Castellucci

Edoardo Castellucci, veneziano, ricorda la degustazione a Burano dove annotò profili di un formaggio locale: quell’episodio divenne colonna sonora della sua rubrica su vini e sapori. In redazione spinge racconti sensoriali e conserva registrazioni di sommelier e produttori.