La 105ª edizione della Tre Valli Varesine si è conclusa sotto i riflettori del ciclismo italiano, ma anche sotto un’attenta analisi organizzativa da parte del presidente della Società Ciclistica Alfredo Binda, Renzo Oldani. Il suo bilancio, pubblicato subito dopo la corsa, mescola l’entusiasmo per le prestazioni sportive con una forte richiesta di sostegno politico per il futuro delle competizioni su strada.
Bilancio della 105ª Tre Valli Varesine: successi sportivi e richieste di aiuto
Oldani ha definito l’evento un successo sportivo sottolineando l’impresa del giovane corridore belga che ha conquistato la maglia a sorpresa. Tuttavia, ha anche evidenziato le difficoltà organizzative affrontate nei tre giorni di gara, definendole “impegnative ma perfezionabili”. Il presidente ha lanciato un appello alle istituzioni, chiedendo che la politica supporti il ciclismo con risorse economiche e logistiche, altrimenti il panorama italiano rischia di indebolirsi.
Il giovane vincitore belga: una speranza per il futuro
Il trionfo del corridore belga, ancora poco noto tra i professionisti, è stato paragonato all’attuale debutto di Franco Ballerini nel 1987, quando la sua prima vittoria aprì la strada a una carriera leggendaria. Oldani ha espresso la speranza che il nuovo talento possa “volare da Varese” proprio come fece Ballerini, portando prestigio al ciclismo italiano e attirando maggiori investimenti.
Le vie intitolate a Lanzo per la Resistenza: memoria che diventa percorso quotidiano
Il 3 ottobre, il Comune di Lanzo Torinese ha celebrato la Resistenza locale intitolando tre vie a figure chiave del movimento partigiano: Natale Rolando, Mario Foieri ed Erasmo Pieri. La cerimonia, organizzata con il Centro di documentazione “Nicola Grosa” e l’ANPI, ha evidenziato l’importanza di mantenere viva la memoria storica attraverso la toponomastica urbana.
Natale Rolando, Mario Foieri ed Erasmo Pieri: tre percorsi, tre eroi
Il viale che collega via Vittime dei Lager Nazisti a via Tesso porta ora i nomi di Natale Rolando e Mario Foieri entrambi protagonisti della XIX Brigata Garibaldi. Rolando, soprannominato “Rolandino”, guidò la Cà d’Rolandin, punto di riferimento per la Resistenza nella zona. Foieri, entrato nella lotta nel 1943, condusse il distaccamento della bassa valle e prese incarichi di comando nella 1ª Divisione “Leo Lanfranco”.
Una terza strada, fra via Monte Angiolino e Regione Cates, è stata dedicata al medico Erasmo Pieri che dal 1944 al 1945 gestì il servizio sanitario per le truppe partigiane, formando un collegamento imprescindibile tra cura e resistenza. Dopo la guerra, proseguì la sua attività presso l’ospedale Mauriziano, continuando a servire la comunità.
Queste denominazioni non sono solo simboli: rappresentano un invito a chiedersi chi erano questi uomini e perché la loro storia dovrebbe accompagnarci ogni giorno, trasformando la memoria collettiva in una parte concreta della vita urbana.




