Nel cuore del centro storico di Lucca, tra botteghe d’epoca e vicoli profumati, sorge la pasticceria Taddeucci. Non è semplicemente un negozio di dolci, ma un vero e proprio testimone della storia cittadina, dove l’odore del buccellato accoglie chiunque varchi la soglia. L’attività, avviata nel 1881, ha saputo mantenere intatto il legame con le radici della tradizione, diventando un punto di riferimento per abitanti e turisti.
Il fascino di questo luogo deriva dalla continuità: cinque generazioni della stessa famiglia hanno curato la preparazione del dolce più emblematico di Lucca, conservando un lievito madre attivo da 145 anni. Ogni mattina una delle figure familiari rinnova il fermento, un gesto che diventa rituale quotidiano e simbolo di appartenenza al territorio.
Le radici storiche della Fabbrica del Buccellato (1881)
All’origine, l’edificio ospitava la “Fabbrica del Buccellato”, una piccola realtà dedicata esclusivamente a questo prodotto tipico. In un’epoca in cui i dolci erano considerati un lusso riservato a pochi, il buccellato di Lucca rappresentava una rarità accessibile a tutti, anche alle famiglie più modeste. La ricetta originale, basata su crema di burro latte e farina, veniva arricchita da uvetta, canditi e pinoli, creando una combinazione di sapori che ha saputo attraversare le generazioni.
Il ruolo del lievito madre nella conservazione del gusto
Il segreto del buccellato risiede proprio nel lievito madre custodito da più di un secolo. A differenza dei lieviti industriali, quello naturale è un organismo vivente che “respira” e si evolve con il tempo. Ogni rinfresco, effettuato con cura dalle mani della famiglia, trasmette al dolce una nota di storia e di autenticità che nessuna macchina può replicare. Per questo motivo il prodotto finale cambia leggermente giorno per giorno, come se avesse una propria personalità.
Cinque generazioni al servizio della tradizione
Marino Taddeucci, l’attuale custode dell’attività, sottolinea che il valore più grande del negozio è la capacità di far rivivere, ad ogni morso, i sapori assaporati dai suoi antenati. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la piccola attività rimase aperta, offrendo un momento di dolcezza in tempi difficili. Oggi, la stessa dedizione si ritrova nei volti dei clienti, dai residenti ai visitatori, fino a personalità note come il principe Carlo, che nel 1986 ha provato una fetta di buccellato appena sfornata.
Il legame con la città e i clienti famosi
Il locale conserva gli arredi d’epoca che hanno visto passare personaggi del secolo scorso, e il profumo del dolce è diventato parte del patrimonio olfattivo di Lucca. Un detto popolare recita: “Chi viene a Lucca e non mangia il buccellato è come non vi fosse mai stato”. Questa frase riecheggia nella mente di chi visita la città, ricordando che la pasticceria Taddeucci è più di un negozio: è un punto di incontro tra storia, cultura e gusto.




