Dal venerdì mattina le strade di Torino pulsano di un’energia rara: le piazze del centro si sono trasformate in un vero e proprio mercato gastronomico globale. L’evento Terra Madre 2026, promosso da Slow Food ha lasciato il Parco Dora per occupare via Roma, piazza San Carlo e la piazzetta Reale, creando un percorso sensoriale che spazia dalla cucina tradizionale alla sperimentazione più audace. I visitatori, provenienti da continenti diversi, si trovano a percorrere pochi passi per passare dal sapore delicato di un melograno peruviano a quello intenso di una zeppola napoletana reinterpretata in chiave salata.
Terra Madre al centro di Torino: una location decisa
Il trasferimento al cuore della città è stato voluto da Carlin, fondatore di Terra Madre per avvicinare il pubblico ai valori della cultura alimentare. La scelta ha generato un flusso continuo di curiosi fin dalle prime ore, ma ha anche portato critiche legate alla viabilità: i residenti hanno segnalato lunghi tempi di scarico per i fornitori e il blocco parziale del traffico per quattro giorni. Nonostante le lamentele, gli organizzatori hanno sottolineato che l’esperienza all’aperto, tra i palazzi storici, offre una cornice unica che valorizza ogni stand e rende il festival più accessibile.
Innovazioni gastronomiche e stand curiosi
Tra le novità più discusse c’è una zeppola salata proposta da Gaetano di Sessa, farcita con uovo e tartufo, e una mozzarella al mirto in formato stick, arrivata dal Salento. Al banco di Sapori della Rocca, Veronica ha catturato gli sguardi con una fontana di vellutata di piselli e mentuccia, mentre lo stand giapponese ha offerto laboratori per imparare a preparare il sushi. Un punto di eccellenza è rappresentato da Ionela, che ha lanciato un bacio di dama completamente gluten-free a basso indice glicemico e privo di lattosio, dimostrando che la tradizione dolciaria può evolvere senza sacrificare il gusto.
Il tocco piemontese
Nel quartiere Reale, prodotti locali hanno incontrato influenze internazionali: Elena, torinese, e il marito argentino hanno creato un chimichurri con ingredienti esclusivamente piemontesi, reinterpretando la classica salsa sudamericana. Questo esempio ha suscitato l’interesse dei visitatori, che hanno potuto assaggiare come le tradizioni culinarie si fondono in chiave locale, rinforzando il messaggio di biodiversità gastronomica che permea l’intera manifestazione.
Reazioni di pubblico, produttori e logistica
Le opinioni sono molto divergenti. Alcuni partecipanti, come Rossella e Silvia, hanno definito la cornice “pazzesca”, sottolineando che l’evento all’aria aperta tra i monumenti torinesi è un’esperienza imperdibile, a patto che il tempo non piova. Altri, come il barista Riccardo, hanno evidenziato i disagi logistici, definendo la viabilità un “grande flop”. I produttori, invece, hanno accolto con entusiasmo il nuovo scenario: Fulvio Marino, maestro dei lievitati, ha dichiarato che il Salone del Gusto ha finalmente trovato “uno dei luoghi più belli d’Italia” per esporre i propri prodotti.
Nuovo patto con Confesercenti: imprenditori cinesi a Torino
Parallelamente al festival, Confesercenti ha siglato un accordo storico con le associazioni cinesi del Piemonte per favorire l’integrazione di oltre 3 200 imprenditori di origine cinese nella vita commerciale locale. L’iniziativa prevede la creazione di uno sportello dedicato alla mediazione culturale e al supporto logistico, con l’obiettivo di trasformare la presenza cinese da una semplice “coesistenza” a una partecipazione attiva nel tessuto associativo e nel turismo. I rappresentanti cinesi, tra cui Jinyue Chen e Yungong Hu, hanno sottolineato la volontà di contribuire allo sviluppo del territorio, scambiando know-how e opportunità commerciali.
Impatto sul territorio
Il presidente di Confesercenti, Vincenzo Nettis, ha definito l’accordo “un momento storico” per l’Italia, perché aggiunge al mercato locale energie, prospettive e professionalità. La presenza femminile nella comunità cinese supera il 50 %, un dato che le istituzioni intendono valorizzare attraverso progetti dedicati. Grazie a questa sinergia, Torino non solo accoglie sapori dal mondo, ma diventa anche un punto di raccordo per le imprese cinesi che vogliono affermarsi nel mercato europeo.
Terra Madre 2026 continuerà fino a domenica sera, con orari dalle 10:00 alle 20:30 (con chiusure straordinarie di alcune aree fino alle 23:00). L’evento dimostra che la cultura del cibo può funzionare da ponte tra tradizione, innovazione e relazioni internazionali, creando un modello replicabile in altre città italiane.




